Etichettato: difesa della costituzione

Buon Ferragosto. Facciamoci sentire.

Care amiche e cari amici,

vi trasmetto, se non l’avete vista, la lettera che la nostra Presidente Sandra Bonsanti ha inviato al Presidente della Repubblica.

Quello che sta avvenendo ogni giorno sta stravolgendo di fatto la nostra Costituzione, manomette il funzionamento delle regole democratiche e quindi sta mettendo in grave pericolo la stessa convivenza civile. Il principale partito di opposizione “promette” che potrebbe esserci (se i biricchini continueranno così…….) il prossimo settembre una manifestazione , ma intanto ogni giorno qualcosa viene forzato.Sandra Bonsanti e Umberto Eco in difesa della Costituzione

Guardiamo solo agli ultimi giorni: l’uso abnorme del decreti legge e del ricorso al voto di fiducia che mortifica ed esautora il Parlamento dopo che allo stesso si sono nominati i “dipendenti” del Capo, l’assalto alla Banca d’Italia rea di dare i dati reali della crisi, la tassa sull’oro ancora contro la Banca d’Italia,ma anche contro l’Europa che già aveva dichiarato contrario alle norme europee tale provvedimento, l’ inserimento in un disegno di legge “economico” di norme che bloccavano di fatto le indagini della Corte dei Conti, attacco ai giornali non allineati e ai giornalisti che scrivono cose non gradite, al TG3 reo di ostinarsi a dare le notizie, le nomine a cascata dei posti chiave in Rai e scelte di strategia aziendale nell’ottica degli interessi Mediaset, l’esame di “localismo” per gli insegnanti nelle scuole dopo una riforma della scuola devastante, la bandiera e l’inno locale, il ritorno alle gabbie salariali (che persino la Consindustria non vuole!) la negazione della crisi economica che sta sgretolando il tessuto delle piccole imprese e impoverendo vieppiù un numero enorme di lavoratori senza alcuna protezione e l’insufficente messa in campo degli strumenti di politica economica necessari ad affrontarla, il silenzio su un divario “sociale” che si va ampiando ed aggravando, la pericolossima privatizzazione della sicurezza pubblica con le ronde (dopo che si sono tagliati i fondi alle forse dell’ordine) ed il reato di clandestinità, il tentativo di polverone sulla RU486 …….forse mi sto dimenticando qualcosa………

Non parlo dell’affare “escort”. A proposito è sparita dal calendario l’approvazione tanto sbandierata ed urgente della legge Carfagna sulla prostituzione (cosa intollerabile ed indecorosa era sta definita dalla “stessa” : forse si sarà manifestato un palese conflitto d’interessi!). Una vicenda inqualificabile, così volgare e deprimente….
Mettiamo questi ultimi avvenimenti in relazione con tutto lo svolgimento di questi quattordici mesi di governo: dal lodo Alfano, alle norme sulle intetercettazioni telefoniche, gli scontri cercati col Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale, il tentativo di negare la stessa separazione dei poteri (fondamento irrinunciabile per il funzionamento democratico) come in modo macroscopico si fece in occasione del caso Englaro dove con una leggina si cercò di cambiare una sentenza passata in giudicato, il tentativo di cancellazione o di controllo dei diritti fondamentali della persona. Siamo di fronte ad un vero e proprio disegno strategico di eversione democratica, di stravolgimento materiale della Costituzione.
Bene ha fatto la nostra presidente a cercare di “rompere il silenzio” ancora una volta, rivolgendosi a chi ancora fa da argine e baluardo a tanta tracottanza e insipienza:

purtroppo siamo in una Italia malata, dove troppi italiani sono sordi o perchè si ritrovano in fondo rappresentati nei “valori” di questi imbonitori, o perchè scarsamente informati per propria ignavia e per quella di tanta stampa e TV (quando non direttamente di proprietà del nostro) o perchè smarrita dalla mancanza di una credibile e possibile alternativa.

Intanto, anche se ferragosto, pensiamoci e vediamo se non sia il caso, per ciascuno di noi, di farsi un po’ più carico della situazione e far sentire il nostro “no” chiaro e forte.    Buon Ferragosto.

Alessandro Monicelli, coordinatore circolo Libertà e Giustizia di Mantova.

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Il reato di immigrazione è incostituzionale

Appello dei giuristi contro il reato di immigrazione clandestina

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Il disegno di legge n. 733-B attualmente all’esame del senato prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici. In particolare, riteniamo necessario richiamare l’attenzione della discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l’ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello stato, una norma che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all’uso simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimità costituzionale.

     La norma è, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiché la sua sfera applicativa è destinata a sovrapporsi integralmente a quella dell’espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l’assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto del principio di proporzionalità, solo in mancanza di altri strumenti idonei al raggiungimento dello scopo. Né un fondamento giustificativo del nuovo reato può essere individuato sulla base di una presunta pericolosità sociale della condizione del migrante irregolare: la corte costituzionale (sent. 78 del 2007) ha infatti già escluso che la condizione di mera irregolarità dello straniero sia sintomatica di una pericolosità sociale dello stesso, sicchè la criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.

L’ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non rappresentano, di per sé, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l’espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia penale, in base alla quale si può essere puniti solo per fatti materiali.

Gustavo Zagrebelsky, ex-Presidente della Corte Costituzionale, socio LeG.

Gustavo Zagrebelsky, ex-Presidente della Corte Costituzionale, socio LeG.

L’introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una crescita abnorme di ineffettività del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilità sociale e condannato per ciò alla paralisi. Né questo effetto sarebbe scongiurato dalla attribuzione della relativa cognizione al giudice di pace (con alterazione degli attuali criteri di ripartizione della competenza tra magistratura professionale e magistratura onoraria e snaturamento della fisionomia di quest’ultima): da un lato perché la paralisi non è meno grave se investe il settore di giurisdizione del giudice di pace, dall’altro per le ricadute sul sistema complessivo delle impugnazioni, già in grave sofferenza. Rientra certo tra i compiti delle istituzioni pubbliche «regolare la materia dell’immigrazione, in correlazione ai molteplici interessi pubblici da essa coinvolti ed ai gravi problemi connessi a flussi migratori incontrollati» (Corte cost., sent. n. 5 del 2004), ma nell’adempimento di tali compiti il legislatore deve attenersi alla rigorosa osservanza dei princìpi fondamentali del sistema penale e, ferma restando la sfera di discrezionalità che gli compete, deve orientare la sua azione a canoni di razionalità finalistica.

«Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le società più avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, sì che (…) non si può non cogliere con preoccupata inquietudine l’affiorare di tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a “nascondere” la miseria e a considerare le persone in condizioni di povertà come pericolose e colpevoli».  (Corte Costituzionale, 1995)

Le parole con le quali la corte costituzionale dichiarò l’illegittimità del reato di “mendicità” di cui all’articolo 670, comma 1, cod. pen. (sent. n. 519 del 1995) offrono ancora oggi una guida per affrontare questioni come quella dell’immigrazione con strumenti adeguati allo loro straordinaria complessità e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla Costituzione a tutte le persone.

FIRMANO L’APPELLO: Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia, Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi, Stefano Rodotà, Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustavo Zagrebelsky.