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Lettera di don Farinella a Napolitano sul “lodo Alfano”

Pubblichiamo un’altra lettera di don Paolo Farinella, indirizzata al Presidente della Repubblica.

Al Sig. Presidente della Repubblica

On. Giorgio Napolitano

Palazzo del Quirinale

00100 Roma

Via e-mail: presidenza.repubblica(at)quirinale.it

 

Sig. Presidente,

Con orrore prendiamo atto che il parlamento, chiuso da settimane per irresponsabilità del governo, riprende freneticamente l’attività per porre rimedio alla sentenza della Consulta che, bocciando il «lodo Alfano» (che pure Lei aveva firmato), ha dichiarato l’uguaglianza assoluta tra tutti i cittadini, compreso il presidente del consiglio dei ministri.

Il governo, la maggioranza, il parlamento e il Paese sono bloccati sulle vicende giudiziarie del presidente del consiglio che continua a pretendere leggi su misura per salvarsi dai processi dove è inquisito di reati gravissimi per i quali alcuni suoi complici sono stati condannati definitivamente (Previti) o in primo grado (Mills). La pretesa di leggi su misura viene fatta in pubblico, alla luce del sole, nella certezza dell’impunità assoluta, anche a costo di annullare migliaia e migliaia di processi gravissimi (Parlat, Cirio, Antonveneta, Eternit, rifiuti a Napoli, ecc.), lasciando centinaia di migliaia di cittadini vittime di ingiustizia senza risposte, senza risarcimenti, senza una sentenza con attribuzione di responsabilità.

Sig. Presidente, il Paese è stufo di questo andazzo e in molti siamo pronti alla rivoluzione perché non possiamo tollerare più che le nefandezze di un uomo che si è servito sempre dello Stato distruggano lo Stato stesso per salvare lui e mettere al sicuro il suo patrimonio, frutto di evasione fiscale, riciclaggio, falso in bilancio e corruzione. Non tolleriamo più che un sistema mafioso condizioni lo stato di diritto e calpesti la dignità e la laboriosa onestà della maggior parte delle cittadine e cittadini che hanno sempre avuto il sommo rispetto per la Legalità, anche contro i propri interessi pratici.

Sig. Presidente, lei è l’ultimo baluardo del Diritto, il garante supremo della Carta Costituzionale, il rappresentante della unità nazionale. A nome di migliaia di persone oneste, la supplico di non fermarsi alla pura forma dei suoi compiti, ma di fare tutto il necessario perché il governo e il parlamento tornino ad essere esempio specchiato di trasparenza di vita, di legalità e di esempio morale. Non diventi, anche indirettamente, complice di norme e leggi improvvisate sulle necessità e sui tempi del presidente del consiglio, anche se mascherate con qualche pennellata di «esigenza generale» perché lei sa che così non è. Noi vogliamo che il sig. Berlusconi Silvio si sottoponga la giudizio dei tribunali della Repubblica, come un qualsiasi cittadino.

Sig. Presidente stia dalla parte dei cittadini onesti, del Diritto e della Dignità dell’Italia che in questo momento è mortificata proprio da quel governo che dovrebbe condurla fuori dalla crisi economica e sociale e invece la sta infognando e annegando nella melma dell’indecenza. Se necessario, sciolga le Camere per ingovernabilità mafiosa.

Con flebile speranza,

 

Paolo Farinella, prete

Lettera di Libertà e Giustizia Mantova al Presidente Napolitano

Sig. Presidente,

assisto con sempre più sgomento, sconcerto, mortificazione e preoccupazione allo svilupparsi della vita politica del nostro povero paese.

Che un parlamento già nato delegittimato da una legge elettorale avvilente per i cittadini e che ha svenduto da tempo le sue funzione costituzionali per farsi servo prono agli ordini del p(sì, con la p minuscola)residente del consiglio, dopo settimane in cui quasi nemmeno più si riuniva, riprenda con frenesia la sua attività solo per sfornare l’ennesima legge ad personam per salvare dal giusto processo il cittadino /imputato sig. Silvio Berlusconi ( riportato “uguale” dopo la sentenza della Consulta sul lodo Alfano che Lei ha ritenuto di firmare) è una ignobile ed inaudita indecenza, ma è soprattutto l’ennesimo palese attacco al corretto funzionamento delle istituzioni, è lo stravolgimento del diritto e della legalità, è l’affermazione dell’interesse di uno su quello dei generale dei cittadini, del bene comune, dello Stato.

La supplico sig. Presidente, Lei, che è il custode dello spirito e della norma della C(questa sì con la c maiuscola!)ostituzione, faccia tutto il necessario perchè la politica torni a rappresentare il più alto esempio di legalità, di trasparenza,  di moralità, di coerenza di vita,  di governo della cosa pubblica nell’interesse di ciascun cittadino e del bene comune.

Ci sono momenti della storia in cui non ci si può fermare al solo rispetto della “forma” (anche l’incarico a Mussolini nel ’22 era formalmente corretto, come corrette formalmente sono state le leggi che hanno via via conculcato la libertà dei cittadini), ma è richiesto qualcosa di più e proprio per questo “qualcosa di più” la storia ci assegnerà un posto da una parte o dall’altra della barricata. E questo posto non è di poco conto: ce lo ricorda per sempre, anche se molti vorrebbero riscrivere la nostra storia, la Resistenza da cui è nata la nostra Repubblica!

Lei non è solo, Signor Presidente, Lei ha senz’altro accanto tutti i cittadini che hanno una dignità e si sforzano di affermarla nel rispetto quotidiano della legalità, nella costruzione della convivenza sociale e  nell’affermazione dell’interesse e del bene di tutti.

Con speranza, Le chiedo di “opporsi ” in ogni modo a questa deriva populista ed illiberale che sta sfasciando la nostra democrazia.

Alessandro Monicelli per il “Circolo mantovano Libertà e Giustizia”.