Categoria: Scuola

Sabato 12 marzo per la Costituzione e la Scuola pubblica

Carissimi tutti, rilanciando la campagna “TRICOLORIAMO” i nostri balconi (qui l’evento su Facebook),  vi invito ad acquistare bandiere da esporre e lasciare esposte per tutto questo anno a testimonianza  e segno di un percorso unitario che il nostro paese vuole intraprendere. Molti mi hanno scritto accettando tale invito e sottolineando che “non”  chiederà alcuna autorizzazione al Comune come vorrebbe l’ordinanza di polizia municipale recentemente approvata.

Striscione LeG rimosso dalla Digos di Brescia

A questo proposito, vi segnalo una notizia piccola rispetto ai grandi eventi, ma significativa di un clima e preoccupante in prospettiva (la polizia quale organo di indagine “prima” della magistratura!).  A Brescia. I soci di LeG hanno indetto una campagna “dimettiti!”  e hanno esposto cartelli sulle proprie case di questo tenore:  la Digos è intervenuta, sequestrato il cartello e “identificato” il reo di cotanto crimine (un cittadino non è libero di chiedere le dimissioni del proprio presidente del consiglio?) e in un altro caso  è accaduto di ritrovare un biglietto di insulti e un sacchetto di sterco.

Manifestazione sabato 12 marzo

Vi allego il documento che verrà distribuito in piazza sabato prossimo in occasione della manifestazione “DIFESA DELLA COSTITUZIONE E DELLA SCUOLA PUBBLICA”.  La manifestazione, contrariamente a quello che vi avevo scritto in precedenza, si svolgerà sabato 12 marzo in piazza Canossa alle ore 15.30 (qui l’evento su Facebook).

Non possiamo mancare a questo incontro sia per l’importanza in sé, sia per dare un forte segnale di continuità alle proteste di questi ultimi tempi: dobbiamo riempire la piazza e far sentire forte e chiaro il nostro sdegno per quanto accade e la volontà di porvi fine.

Delle altre manifestazioni di cui vi avevo dato notizia nello scorso avviso (il 16 notte bianca a Porto, il 21 manifestazione antimafia a Borgoforte) vi darò precise notizie la prossima settimana.

AGGIORNAMENTO (del 15.03.11):

Lunedi 21 marzo – ore 15.30 – 17.30 presso il comune di Borgoforte (MN)
nel cui territorio è situato il bene confiscato alle mafie: residenza per anziani “Villa Azzurra”

momento della memoria: lettura dei nomi delle vittime delle mafie
momento dell’impegno: proiezione breve filmato realizzato da un gruppo di studenti delle scuole superiori di Mantova dopo l’esperienza dei campi di lavoro presso le cooperative di Libera Terra

l’iniziativa è organizzata in collaborazione con il comune di Borgoforte.

Chi volesse contribuire alla lettura dei circa 900 nomi delle vittime delle mafie deve comunicarlo a Maria Regina Brun mariareginabrun@virgilio.it entro sabato 19 marzo.
Sabato ore 16.30 in sede, via Tezze 6 Mantova, incontro preparatorio della giornata alla presenza di Giuseppe, testimone di giustizia, ex-collaboratore di don Pino Puglisi

 

Mi permetto di allargare anche l’invito della Scuola di Pace di Montesole a indicare tale fondazione, nella prossima dichiarazione dei redditi, per devolvere il 5 x mille.

Un caro saluto.

Alessandro Monicelli per LeG Mantova

Annunci

Avanti assieme, la Società civile mantovana si organizza

Carissimi dopo alcuni impegni fra cui la presenza all’Altrofestival di Castiglione (ai cui organizatori va il nostro sincero apprezzamento per l’iniziativa – il secondo anno – e il ringraziamento per aver invitato la nostra associazione) e alcuni tentativi di ritrovarsi, poi rinviati per motivi diversi, credo sia il momento di provare a riannodare i fili lasciati penzoloni dopo la manifestazione in piazza sull’ordinanza “antiaccattoni” di questa estate (vedi anche l’odg presentato in Comune a Mantova). Spero che la sosta non abbia depotenziato le tante cose belle e interessanti che ci eravamo detti e che il cammino intrapreso possa continuare verso la costruzione di questa rete di associazioni e di sparsa società civile impegnata di cui si è visto essere molto ricca la nostra provincia. In piazza a Castiglione vi è stata l’occasione di incontrare molte persone e associazioni e un po’ tutti ci siamo detti d’accordo, pur con sensibilità e forse prospettive diverse, a riprendere i discorsi.

Per gli “stati generali” della Società civile mantovana

Qualcuno ha anche espressamente accennato di apprezzare (e di ritenere utile e importante) il lavoro sull’idea – a me molto cara – di arrivare alla convocazione degli “stati generali” della Società civile mantovana. Io penso che sia una meta che dobbiamo porre nel mirino per riuscire a dare più forza ai movimenti “dal basso” che esistono (a ciascuno dei quali non viene chiesto di rinunciare a qualcosa del loro specifico, ma di aggiungere qualcosa e cioè una dimensione più “collettiva” e una prospettiva più “politica”), liberare voci culturali alternative e importanti, creare ponti di collegamento con la gente.

Quando lamentiamo l’evidente scollamento della poltica dalla gente e continuiamo purtroppo a constatare l’incapacità delle forze che meglio dovrebbero essere i nostri interlocutori di riferimento poltico dei valori e delle istanze più avanzate della società, dobbiamo anche dirci che è tempo e ci spetta il compito/dovere di mettere in gioco tutte le nostre potenzialità con una visione appunto più generale che punti a creare condizioni di una adeguata rappresentanza politica/istituzionale all’altezza dei problemi e di saperli governare.

Assenza dell’opposizione

In una estate in cui le prime pagine dei giornali e le tv sono state inondate dalla questione “Montecarlo”  l’opposizione, che pur aveva annunciato sfracelli, non è stata in grado (forse proprio non ne ha la capacità e la forza….) di far emergere almeno qualcuno degli innumerovoli, immensi problemi che il nostro paese sta drammaticamente vivendo: la crisi economica e la disoccupazione morde sempre più le nostre imprese e le nostre famiglie (vedi il caso di Rodigo). L’opposizione non ha fatto emergere alcuna agenda su cui impostare una battaglia e farsi comprensibile per la gente che paga proprio sulla propria pelle la mancanza di lavoro, i redditi falcidiati, la precarietà del domani per sè e per i propri figli; è stato ammazzato un sindaco – tra l’altro del PD! – che si batteva per la legalità e non si è presa l’occasione per una ripresa in grande stile (sarebbe stato anche il miglior modo per commemorarlo!) per imporre all’attenzione il problema delle mafie che anche in questa fase di crisi (meglio “proprio” in questa fase) fanno affari d’oro e si annettono nuovi pezzi di territorio e di economia; è ripartita la scuola con tagli finanziari che incidono pesantemente sulla qualità e quantità dei servizi, con programmi che impoveriscono la proposta ditattica ed educativa, un precariato che diventa disoccupazione, un depauperamento complessivo della scuola pubblica a vantaggio di quella privata e non si è stati capaci di costruire una piattaforma di proposte su cui innestare la lotta per una scuola pubblica e di qualità (vedi anche QUI l’Idv_MN, QUI il PD_MN e QUI i giovani del PD_MN); ma potremmo continuare con mille altre occasioni, nazionali e locali, su cui l’opposizione riesce a dire troppo poco e non riesce a farsi sentire.

Eppure si è invocato il Vietnam per dare l’immagine di quale opposizione sarebbe stata fatta, si è detto che sarebbe partita una campagna “porta a porta” (l’immagine non è delle più felici: mi ricorda la raccolta dei rifiuti o, peggio, la trasmissione di Vespa che è un altro tipo pericoloso di rifiuto tossico!) su tutto il territorio: io aspetto con ansia qualcuno alla mia porta disposto anche a offrirgli un buon caffè….. Noi ci stiamo apprestando alle prossime elezioni provinciali: non avverto alcun segnale, alcuna presenza significativa, alcun annuncio di percorso nuovo, nessuna apertura per un dibattito “alto”, un confronto “aperto”….

Troviamoci giovedì 7 ottobre, via Tezze

Forse risucirò a mandarvi un documento al quale penso da tempo, su alcune linee guida generali per le prossime elezioni mantovane: vorrei proporvelo come idea e bozza di una nostra possibile iniziativa autonoma rispetto alle forze politiche, ma non contro di esse, in uno spirito di stimolo e di collaborazione. So che molti nostri politici leggono queste nostre mail e questi scambi di idee. Alcuni di essi si sono anche fatti sentire, se pur informalmente, ventilando possibili dialoghi e incontri…. Chissà se qualcuno troverà il coraggio di innescare la miccia di un percorso virtuoso, nuovo…… che certo non sarà facile e certamente non indolore per i loro precari e incerti equilibri e assetti, ma certamente più carico di qualche speranza del restare aggrappati alle loro scragne, a condurre le loro piccole guerre impotenti e, cme si vede, perdenti. Tutto questo per dirvi che, sentiti alcuni amici, riteniamo di riprendere le fila e di proporre un incontro che si terrà

GIOVEDI’ PROSSIMO, 7 OTTOBRE 2010, ALLE ORE 21.00  – PRESSO IL CENTRO CAVALLETTO, VIA TEZZE, MANTOVA

In attesa di incontrarci, un caro saluto a tutti.

Alessandro Monicelli per Libertà e Giustizia Mantova

P.S. La nostra associazione aveva aderito e partecipato al “noB Day” di ieri a Roma e parteciperà anche alle manifestazioni del 16 ottobre prossimo indette dalla Fiom.

Mantova si mobilita per la scuola e per la libertà d’informazione

Cari Amici, MOBILITIAMOCI!

Non è più tempo di stare a guardare. Il nostro paese, decreto legge dopo decreto legge, ordinanza dopo ordinanza, è entrato in una spirale “fascista” che aggredisce la libertà generale e i diritti di ciascuno.

SCIOPERO DELLA SCUOLA DI MARTEDì 15 GIUGNO, ore 17 in P.zza Mantegna

LeG Mantova aderisce allo sciopero della scuola indetto per il giorno di martedì 15 giugno: invita tutti i lavoratori della scuola ad attuare lo sciopero e a partecipare alla manifestazione.
Inoltre ha assicurato la propria presenza al presidio organizzato dal coordinamento scuola mantovano in Piazza Mantegna alle ore 17: invito tutti gli aderenti a LeG a far girare l’invito ed essere presenti in piazza a testimoniare la preoccupazione per lo stato della scuola pubblica italiana e far sentire la propria voce contro un governo che la penalizza, la discrimina a vantaggio della scuola privata, toglie risorse umane e finanziarie, mortifica ogni progettualità.
Ricordiamo che: a) gli scioperi anche durante gli scrutini sono permessi dalla legge 146 fino a due giorni (esclusi quelli delle classi “terminali”); b) è illegale svolgere scrutini prima della fine dell’anno scolastico – e i COBAS denunceranno i capi di istituto che lo facessero – così come spostare i calendari degli scrutini per evitare lo sciopero; c) i docenti in sciopero non possono essere sostituiti.

MANIFESTAZIONE CONTRO LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI

Invitiamo altre associazioni, gruppi e singoli cittadini a mobilitarsi insieme per il prossimo sabato 19 giugno.  Già vi sono stati contatti con il centro Cavalletto, il Popolo viola, singole persone che hanno sentito il bisogno di chiedere che si faccia qualcosa perchè ancora una volta non passino sotto silenzio le porcherie che si stanno facendo “in nome del popolo”.  Vi terrò informati su quanto si riuscirà a organizzare. Fin d’ora vi chiedo il massimo sforzo di mobilitazione. Dobbiamo ricominciare a sentire il dovere e l’urgenza di farci carico in prima persona di un ritrovato spirito civico che in questo momento non può che acquistare i caratteri di una resistenza che diventa voce, presenza e lotta pubblica.

Nella scuola regna sovrana la confusione

Pubblichiamo nella sezione DISCUSSIONE un commento di Morena Madaschi sulla Scuola, in riferimento a questo post.

————–

Nella scuola regna sovrana la confusione.

Non è solo una sensazione, sta purtroppo diventando una certezza perchè mi accorgo (io, persona mediamente interessata alla politica attiva ma attenta “ascoltatrice” delle voci e degli umori miei e altrui) e noto con sconforto che risposte semplici a domande semplici, riguardanti questioni “normali” di vita scolastica, non si trovano, o meglio, se ne trovano tante a volte anche contradditorie. Si cerca l’ omogeneità nel dare le risposte, ci si rifà alla normativa ma poi……..sarà quella giusta? …..sarà giusta l’interpretazione?…….ma nella tal scuola fanno così………il tal collega fa così…..
Alla fine si rimane spesso senza risposta, nell’incertezza e affidandosi al buon senso e all’esperienza.

Solo l’annosa questione della valutazione, dopo l’introduzione dei VOTI, (con la quale “scoperta” – soprattutto quella del voto in condotta – sembrava che si risolvessero i problemi legati al rendimento e alla convivenza civile) ci ha lasciati con una manciata di numeri, che peraltro conosciamo benissimo, ai quali dobbiamo dare noi le definizioni, i pesi e le declinazioni giuste.
Il voto è trasparente e obiettivo …anche per i bambini che hanno criticità tali per cui risulta molto difficile “rinchiuderli” in un numero, quel numero che dovrebbe andare bene per tutti al di là delle performances di ciascuno.

Già, è vero, sono previsti i PERCORSI INDIVIDUALIZZATI: in classi con oltre 25 alunni, con la presenza di bambini stranieri (anche oltre la famosa soglia del 30%), di bambini che vengono da altre realtà sociali (figli di emigranti precari ), con un buon numero di “casi critici” (gli alunni in disagio scolastico per vari motivi – dalle difficoltà di apprendimento alle problematiche sociali, famigliari, affettive…. – sono mediamente 4 o 5 per classe), senza ore di compresenza (vengono impiegate per le supplenze brevi e lunghe) che permettano di realizzare un percorso costante e coerente, direi che è piuttosto difficile. E’ vero anche che se seguiamo alla lettera i MODULI che dobbiamo compilare seguire, aggiornare, fotocopiare abbiamo buona parte del lavoro fatto……ma scherziamo?! La guerra si combatte sul campo, con le risorse e gli strumenti opportuni, poi ci possono stare anche le carte.

Mah, sarà l’età della canizie, sarà che in questa giornata di protesta vedo tutto più nero, sarà l’amarezza nel notare che mi avvio alla fine della carriera lavorativa con un senso di incompiutezza, di irrisolto, di confuso, che offuscano la speranza nel futuro.
Ho sempre creduto che alla base di una “buona persona libera” ci debba essere una buona preparazione culturale e un’apertura sociale ampia che tengano rinnovate la curiosità e la speranza……qualcosa si sta sgretolando.

Manca una riforma scolastica. Mantova in piazza il 12 marzo.

La scuola, pubblica e privata, è un servizio pubblico. Sbaglia il sindaco di Goito Anita Marchetti a credere che il privato possa fare selezione all’ingresso, come le discoteche. La legge 62 del 2000 permette l’accesso a cittadini di ogni religione e ideologia. L’asilo comunale riceve 584 euro per alunno in quanto erogatore di servizio pubblico.

A scuola ma non solo, la comprensione è un atto inclusivo, che unisce. Invece il ministro Gelmini ha adottato una politica scolastica dei tagli: tagli ai finanziamenti, al personale, tagli sulla società, recise le speranze di emancipazione delle famiglie più povere. Non si tratta di semplice taglio dei costi, il Governo ha un indirizzo preciso di riforma scolastica.

Cittadini più divisi, più soli, dal futuro già determinato… mi ricorda tanto Il mondo nuovodi Aldous Huxley. Il diritto alla scuola è il diritto alla conoscenza, alla libertà intellettuale, il diritto alla scelta. Molti ragazzini con scarso reddito non potranno scegliere, e già in terza media dovranno adeguarsi a una formazione scolastica adeguata al loro portafoglio.

Una politica di destra per la scuola è possibile, e si compone di sostegno all’educazione e alla formazione degli adulti. La destra europea punta su studenti poliglotti, in grado di conoscere materie nuove e specifiche, sostiene il merito e non lo studente più ricco.

Il Governo italiano non ha una prospettiva di sviluppo della società, è intento piuttosto a ottimizzare la rendita finanziaria del settore del welfare. Fare soldi. Fare soldi e divertirsi è il messaggio di cui il governo Berlusconi è portatore già da tempo. Questa non è la destra europea, è un’esperienza politica tutta nostra che chiamiamo berlusconismo, dal nome dell’imbonitore che l’ha diffusa.

Non notate pure voi un’assenza di prospettiva? Servizi sociali affidati a cooperative di lavoratori precari e non formati. Scuole con meno ore di lezione e meno insegnanti (17.000 cattedre vuote con la “riforma”). Prezzo dei libri alle stelle, cultura generale alle stalle. A tale proposito vi segnalo un interessante articolo del linguista De Mauro, che sostiene che l’80% della popolazione è a rischio di analfabetismo e collega il ristagno produttivo in Italia al basso livello generale delle conoscenze.

Lo studio rende liberi.

A Mantova il 12 marzo in occasione dello sciopero sulla scuola indetto dalla CGIL, gli studenti saranno in piazza per protestare (con forti limitazioni da parte della questura) e il PD consegnerà volantini all’ingresso delle scuole ma manifesterà con un pullman di uomini il giorno dopo. A Milano. Non è una barzelletta.

Fausto Banzi sul bullismo nelle scuole a Mantova di Articolo3_MN

Bullismi e bulli: perché il mondo non diventi cieco

La questione del bullismo assume caratteri spesso drammatici, come rivela anche il caso del sedicenne di Piacenza finito in carcere per minacce, percosse, lesioni aggravate ed estorsione ai danni di un compagno, riportato dagli organi di informazione in questi giorni [è di oggi, 2/12, il titolo in prima pagina sulla Gazzetta di Mantova: Aggredita da tre compagne di classe delle medie, ndr]. Non sono pertanto consentite scorciatoie propagandistiche, mentre è d’obbligo assumere iniziative concrete che vedano scuola, amministrazioni pubbliche e famiglie muoversi in sinergia per affrontare il problema.

La proposta, che ho recentemente ripresentato, di accogliere presso l’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Mantova i ragazzi colpevoli di prepotenze, se la scuola e le famiglie fossero state d’accordo, era aggiuntiva alla sospensione e aveva lo scopo di accompagnare quella punizione con un percorso educativo che altre volte abbiamo svolto, anche se con giovani di scuole medie superiori. Pensiamo che i ragazzi, in modo particolare gli adolescenti, vadano aiutati a maturare le proprie responsabilità senza criminalizzarli, e se si riuscirà in questo percorso non ci saranno recidive.

Voglio ricordare che molto spesso anche i ragazzi protagonisti di bullismo possono attuare forme di autolesionismo gravi come quelli di chi ne è vittima. Credo che occorra tutelare tutti i ragazzi protagonisti anche se con percorsi differenziati. La scuola è sempre più povera di risorse e si sta attrezzando con una specifica formazione rivolta agli insegnanti, che purtroppo continuano a calare e sarebbe bene che le politiche del Governo (e quindi anche della Lega) sulla scuola, invertissero questo orientamento. Come Provincia in realtà cerchiamo di attuare politiche di sostegno alla scuola con proposte che vedono collaborare Istituti Comprensivi, Enti Locali, Asl e Aziende Ospedaliere. Cito come esempio il progetto La scuola che Ascolta (scarica QUI la presentazione) che viene riproposto all’interno del Piano di zona del Distretto di Mantova e che vede anche la nostra partecipazione.

Per problematiche serie che possono avere anche risvolti sanitari vi sono all’interno di questo progetto anche le istituzioni sanitarie deputate. Come Provincia abbiamo anche aperto uno sportello informativo e di consulenza dedicato ai genitori, che ha lo scopo di aiutarli in presenza di problematiche che riguardano i figli, dando consigli o indirizzandoli presso gli organismi competenti. Stiamo anche predisponendo le pratiche per stipulare un protocollo d’intesa sulla mediazione penale minorile che vede collaborare il Tribunale dei Minori, con le Province di Mantova, Brescia, Bergamo e Cremona per un progetto che vede il sostegno della Regione Lombardia. Questo accordo risponde al bisogno di mettere termine ad un conflitto tra la vittima e il responsabile del reato.

Il progetto riguarda naturalmente solo i reati minori ma gli esperti considerano la mediazione penale minorile la migliore risposta a ciò che è avvenuto tra le parti, anche a quella offesa. La mediazione serve a far capire a livello culturale il disvalore della condotta del reo, che in genere si sente impunibile. Non è vero, quindi, che non pensiamo alle vittime: al contrario, in base alle nostre possibilità, cerchiamo di dare un sostegno a quelle istituzioni che sono in prima fila e hanno poche risorse nell’educare i nostri ragazzi a crescere nel rispetto degli altri. Questi sono solo alcuni dei progetti o servizi che mettiamo a disposizione del territorio per prevenire e combattere questi fenomeni mettendo sempre al centro i ragazzi con progetti educativi e formativi.

I rappresentanti politici dovrebbero dare l’esempio con i loro comportamenti pubblici a non innescare continuamente guerre tra poveri. Sono quelle che generano le condizioni ideali affinché le persone, e quindi i ragazzi, si sentano autorizzati alla prevaricazione di chi è per qualsiasi motivo diverso o più debole. Non credo si debba ragionare secondo il motto dell’ “occhio per occhio” perché il rischio è che il mondo diventi cieco, come sosteneva Gandhi.

Fausto Banzi

Assessore Provinciale Politiche Sociali e Sanitarie

Una brutta storia di Articolo3_MN

Ci preoccupa molto che il contrasto alla clandestinità passi attraverso i bambini e la scuola: ci pare un nuovo atto di spregio alle convenzioni internazionali sulla tutela dell’infanzia che anche l’Italia, ribadiamo, ha sottoscritto (altri ne abbiamo segnalati a proposito dei ‘minori non accompagnati’ passati per il territorio della nostra Provincia).

Una brutta storia (di Articolo 3_MN)

C’era una volta una scuola lontana lontana, ma non lontanissima in fondo, da noi di Articolo3. Lì c’era una classe di ragazzine e ragazzini, piccoli ma non troppo piccoli, con i loro due maestri. Come in ogni classe di quella città, la maggioranza dei bambini era nata in Italia da genitori italiani; altri, però, avevano genitori nati in paesi lontani e anche i bimbi stessi qualche volta erano nati in quei luoghi remoti. Uno di questi, una bimba che chiameremo Consuelo, veniva da oltreoceano, da un paese pieno di sole. Ma era contenta anche qui: la sua mamma lavorava e andava ogni giorno a prenderla a scuola; aveva un cagnolino, tanti amici e due maestri che le volevano davvero bene.

Una mattina bussò alla porta dell’aula un signore; uno dei maestri uscì con lui in corridoio e gli chiese chi fosse; l’uomo, in borghese e con fare un tantino arrogante, si presentò come un rappresentante delle Forze dell’Ordine e disse che voleva avere informazioni da Consuelo sulla sua famiglia. Guardando la fotografia della classe appesa alla porta dell’aula, chiese al maestro di indicare quale fosse Consuelo. Il maestro, un po’ preoccupato ma deciso a proteggere la bambina, disse a quel signore di andarsene subito e, se mai, di chiedere informazioni al Direttore della scuola. Il rappresentante delle Forze dell’Ordine allora andò dal Direttore che, poco dopo, telefonò ai maestri ordinando loro di dare all’Uomo in Divisa tutte le informazioni che voleva, dato che dietro c’era una brutta storia di traffico di droga e di clandestini nascosti in casa. Ancor meno convinti, i due coraggiosi maestri depistarono l’Uomo dell’Ordine per tenerlo lontano da Consuelo. Passò un po’ di tempo, poi i due maestri vennero convocati in un ufficio delle Forze dell’Ordine. Il Comandante e il Direttore erano lì ad attenderli. Come il lupo e la volpe della nota favola di Collodi, alternarono gentilezze e durezze: «Siete stati troppo apprensivi, nessuno voleva far niente di male alla piccola. E poi, oggi come oggi, chiunque può parlare con un bambino. Potremmo forse incriminare un signore che al supermercato, si fa per dire, chiedesse: “Bel bambino dove abiti? E la tua mamma come si chiama?”. Sono domande che chiunque può fare; e voi dovreste imparare a obbedire al vostro Direttore». Il fatto strano è che qualche giorno prima quando, molto preoccupati, i maestri erano andati di loro iniziativa in uno di quegli uffici dell’Ordine per chiedere informazioni su quella strana visita, un altro Comandante aveva detto che no, che quello che gli raccontavano non sarebbe dovuto accadere e che nessuno poteva aver dato quell’ordine.

In uno dei colloqui per tentare di tranquillizzarli (o di intimorirli?) qualcuno disse che non di droga si trattava, ma della notifica di un foglio di via per un giovane zio di Consuelo, uno di quelli che oggi si chiamano clandestini. Come i passeggeri non paganti della navi di un tempo. Una notifica attraverso una bimba? O solo la richiesta di indirizzi e numeri di telefono per notificare, appunto, la notifica?

Sarà venuta a conoscenza la mamma di Consuelo di questa brutta faccenda? Non lo sappiamo. Ma deve essersi comunque preoccupata per il futuro della sua bambina in questo Paese dove in qualche scuola cominciano a entrare gli Uomini dell’Ordine per interrogare i bambini sui loro parenti, e dove sui muri di certi villaggi compaiono manifesti che incoraggiano i cittadini a denunciare i clandestini. Così, prima di Natale, Consuelo, verrà affidata a una hostess che le farà fare un lungo viaggio su un aereo e, sorvolando l’oceano, tornerà in quel Paese lontano dal quale la sua famiglia era partita in cerca di una vita migliore. Forse questa notizia piacerà agli Uomini dell’Ordine e anche a certi Direttori che dicono che quelli lì, gli ‘stranieri’, sono troppi e che dovrebbero tornarsene là da dove vengono. Come farà la bambina Consuelo, alla quale nessuno ha mai notificato un foglio di via.

Questa storia non ha nomi veri, né protagonisti facilmente identificabili, dato che in questo clima tanta gente è intimorita e non ha voglia di guastarsi i rapporti con le Autorità Scolastiche o, tantomeno, con gli Uomini dell’Ordine.


Chi lavora con i bambini e le bambine, con le ragazze e i ragazzi è bene che sappia però, dal momento che cose di questo genere possono accadere ancora, come deve comportarsi nel rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali che anche l’Italia ha sottoscritto. Leggi che valgono per tutti, anche per i Direttori e per i Tutori dell’Ordine; in questo caso sarebbe stata necessaria l’autorizzazione di un tribunale e/o la nomina di un garante.

Se la ‘favola’ che vi abbiamo raccontato fosse basata su fatti veri, e guardate che potrebbe proprio essere così, la potremmo leggere come un ennesimo ‘effetto collaterale’ del cosiddetto Pacchetto Sicurezza. Uno dei più spregevoli, forse, dato che colpisce bambini e adolescenti.

Maria Bacchi