Etichettato: Zagrebelsky

DIPENDE DA NOI! Sostegno all’appello di Gustavo Zagrebelsky

Vi segnalo la pagina di La Repubblica di venerdì scorso con il documento “DIPENDE DA NOI” che Gustavo Zagrebelsky, a nome di tutta Libertà e Giustizia, ha scritto in occasione dei 10 anni di vita della nostra associazione.

I temi del documento, che vi invito ad andare a leggere e a sottoscrivere per adesione sul sito di Libertà e Giustizia, sono stati ripresi poi in una lunga intervista sempre su La Repubblica ieri sabato 25.

Senza alcuna concessione all’ autocelebrazione, mi pare che in questo documento siano trattate alcune questioni che in questa delicata fase politico-istituzionale si pongono quanto mai urgenti e qualificanti per lo sviluppo della democrazia.

La debolezza dei partiti è conclamata e totale e l’appiattimento pressochè unanime, quando non addirittura acritico, sulla “tecnicità” dell’attuale governo Monti e delle sue scelte pongono problemi di forte criticità riguardo la salute istituzionale e politica: “Il governo tecnico è il meglio che il tempo presente ci può offrire, ma occorre riportare in onore la politica”.

“Dissociarsi per riconciliarci” è un sottotitolo quanto mai interessante e su cui riflettere a fondo: come non perdere di vista e riconquistare il primato della politica in una fase in cui l’economia (o peggio ancora la finaziarizzazione dell’economia!) la fa da padrone assoluto e incontrastato?  Come ricondurre lo sviluppo di ogni paese allo spirito partecipativo del suo popolo quando potentati anonimi e istituzioni non elettive impongono decisioni che sconvolgono stato sociale, diritti delle persone, percorsi di democrazia?   Come recuperare, specialmente nel nostro paese, un rapporto sano con la politica a fronte di un Parlamento delegittimato e di partiti che, tradendo l’art. 49 della nostra Costituzione, non sono minimamente all’altezza del loro compito istituzionale?

“LeG è una associazione di cultura politica, ma non un’associazione politica, fiancheggiatrice di questo o quel partito”  e per questo ancora una volta si rivolge ai cittadini che vorrebbero amare la politica, la desiderano più dignitosa e rispettata e chiede loro una partecipazione attiva nell’unità di forze e di intenti.    Appunto: DIPENDE DA NOI!

BUONA SERATA A TUTTI.

Alessandro Monicelli per LeG_MN

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Ricucire l’Italia, da Mantova il pulman per Milano

Carissimi* tutt*,  LeG ha ritenuto di convocare una manifestazione per sabato 8 ottobre dalle ore 14,30 presso l’Arco della Pace (piazza Sempione) dal titolo “Ricuciamo l’Italia”.

Ѐ un bisogno e un dovere che LeG ha avvertito urgente e non rinviabile di fronte a quanto sta accadendo ogni giorno. Sulla falsariga dell’intervento tenuto alla scuola di Poppi da G. Zagrebelsky, è nato questo “manifesto ” che trovate sul sito di LeG e che ieri ho trovato pubblicato anche sul Fatto Quotidiano.

“Ricucire l’Italia” diventa lo slogan di questa manifestazione.

Per sabato era stata indetta l’assemblea dei soci, ma viene opportunamente rinviata: il nostro bilancio e la pur necessaria e doverosa discussione sui nostri problemi interni e organizzativi può benissimo aspettare qualche settimana.

Chi non può aspettare oltre è questo povero nostro Paese.

Un filo di decenza ci porta di nuovo in piazza a manifestare per reagire all’indignazione crescente alla quale è necessario dare uno sbocco politico e democratico che impone a ciascuno di noi di non restare passivi in attesa di qualcosa che possa accadere.  Riprenderci la piazza, ritrovare la voce, diventare protagonisti è la sola ma fondamentale e urgente risposta democratica.

Le adesioni alla manifestazione crescono di minuto in minuto: altre associazioni, sindacati, partiti, gruppi e soprattutto tanti, tanti singoli cittadini che aspettano di poter condividere la propria indignazione con altri e vogliono farlo in modo utile e costruttivo:  se un parlamento di venduti che ha perso ognidignità non è in grado di far finire questo indecente mercimoino che sta uccidendo la nostra democrazia dobbiamo farlo noi cittadini.

Vi segnalo anche che lunedì 3 ottobre, G. Zagrebelski e alcuni soci saranno ospiti di Gad Lerner alla trasmissione L’infedele su La7 e si parlerà della manifestazione di sabato.

SPERO CHE I TANTI CHE MOSTRANO VICINANZA E CONDIVISIONE CON LA NOSTRA ASSOCIAZIONE SENTANO IL DOVERE DI “ESSERCI”.

Datemi al più presto la vostra adesione per poter confermare il pulman.

Alessandro Monicelli

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Allego qui sotto un’iniziativa dello scorso maggio, prima delle votazioni, promossa da un importantissimo mantovano. Antonio Moresco è certamente fra i maggiori scrittori di letteratura italiana contemporanea. La sua iniziativa, significativamente, già a maggio ha inteso ricucire l’Italia. Affratellarsi.

Troviamoci il 7 aprile per una mobilitazione permanente

Carissimi,

vi segnalo che sul sito di LeG e su “La Repubblica” di oggi  compare l’appello alla mobilitazione a firma di Gustavo Zagrebelsky che fa da linea guida della manifestazione che LeG, assieme ad Art. 21, Popolo viola, PD e IDV, hanno indetto per domani a Roma davanti a Montecitorio nel pomeriggio e poi fino alle 24 “Notte bianca per la democrazia” in Piazza SS. Apostoli.

Saviano, Zagrebelsky ed Eco al Palasharp di Milano

Sull’onda di questa manifestazione, i circoli locali sono stati invitati a programmare iniziative locali.

Ho lanciato quindi la proposta di “un presidio permanente per la democrazia” alle altre associazioni e partiti nonché a ogni cittadino a cui stanno a cuore le sorti della nostra democrazia.

Si vorrebbe realizzare una presenza “giornaliera” di un  presidio visibile (uniche insegne qualcosa di tricolore e la Costituzione) e dialogante con i cittadini (soprattutto con quelli che ancora credono  in questo governo, con quelli dubbiosi a cui manca una alternativa), qualcosa che  manifesti il rifiuto di questo modo di fare politica, mostri la volontà e l’impegno di agire e  testimoni la speranza di un paese migliore.

“La democrazia richiede cittadini partecipi, attenti, responsabili, capaci di mobilitarsi nel momento giusto – questo è il  momento giusto – e nelle giuste forme per ridistribuire a istituzioni infiacchite su se stesse le energie di cui hanno bisogno.”

In base ai primi contati con altre associazioni si è stabilito di incontrarsi

GIOVEDI’ 7 APRILE ALLE ORE 18 PRESSO IL CENTRO CAVALLETTO DI VIA TEZZE

per verificarne la possibilità e stabilire le modalità di realizzazione.

Sono invitate tutte le associazioni, partiti, sindacati, singoli cittadini perché…. la democrazia è di tutti e tutti sono chiamati a promuoverla e, quando serve, a difenderla.

Se vi fossero cambiamenti di orario, ve lo farò sapere.

LeG è impegnata a sostenere, con iniziative che prenderà nei prossimi giorni, le azioni di chi opera per questo scopo, a iniziare dal Presidente della Repubblica fino al comune cittadino che avverte l’urgenza del momento.

Alessandro Monicelli per Leg Mantova

Cultura per capire: dopo il Festivaletteratura, incontriamoci all’Altrofestival

Carissimi tutti, riprendiamo il nostro sforzo di testimonianza con un evento a cui ci ha invitato, come l’anno scorso, l’Altrofestival che si tiene nell’alto mantovano (e bassa bresciana) . Credo tutti sappiate cosa è tale evento, ma per riassumerlo basta quello che è stato messo come sottotitolo: “ viaggio alla scoperta delle culture, un tuffo nelle diversità alla ricerca di reciprocità, un ponte per costruire diritti e solidarietà“. Noi saremo, assieme a tante altre associazioni, in piazza Dallò, a Castiglione delle Stiviere,dalle ore 17 di domenica prossima 26 settembre e lo saremo gestendo un nostro spazio sotto il motto “LeG per la Costituzione” perchè dentro questo patrimonio di valori ci sta dentro tutto: i mali che ci affliggono per la sua mancata applicazione, i beni che ancora ci permette di godere, la speranza che, con impegno tenace e lotta appassionata, possiamo tenere viva. Distribuiremo il testo della Costituzione, raccoglieremo le firme sul documento ultimo del nostro Presidente onorario Zagrebelsky sulla necessità di cambiare subito almeno questa legge elettorale, installeremo un computer per consentire l’accesso al nostro sito nazionale e al nostro blog mantovano.

La Società civile comincia ad aprire gli occhi

Come al solito c’è penuria di “gente disposta a regalare qualche ora del suo tempo”: qualche volta, un po’ amareggiato, penso che stiamo ancora troppo dietro la recriminazione e ci mandiamo forse troppe mail, usiamo tanta energia e sfoghiamo le nostre frustazioni rincorrendoci a vicenda, mentre è tempo di “uscire”, di “tornare in piazza”, di rompere il cerchio e farci sentire dala gente. La riuscita della manifestazione sui gradini di S. Andrea del luglio scorso, pur con il caldo e il periodo estivo, ha avuto un grande risultato, certamente molto al di là di quanto anche il miglior ottimista di noi poteva prevedere e si augurava: lo è stato per numero, per qualità e quantità di interventi anche spontanei. Se la gente si fa sentire, ha ancora voce sufficiente per fermare decisioni che sembrava impossibile contrastare: pensiamo alla legge bavaglio di cui si sono perse le tracce, pensiamo alla vicenda di questi giorni della scuola di Adro ( lettera dei 185 genitori, ritiro dei bambini dalla scuola, la manifestazione con il “tricolore”). Pur nella confusione e nell’incertezza generale di cui sono ben colpevoli – ancora una volta – le forze politiche di opposizione, colte largamente impreparate a gestire una situazione esplosiva ma anche potenzialmente pregna di opportunità di rottura di quello che sembrava un blocco impenetrabile, mi pare si avverta una maggior attenzione e sensibilità nell’opinione pubblica, che comincia a riaprire gli occhi ( sono segnali importanti il calo di ascolti del TG1 diventato il megafono del governo e la contemporanea crescita di altre trasmissioni che non sono nulla di eccezionale, ma che cercano di fare normale giornalismo, significativo il “fastidio” che molta gente avverte in comportamenti e discorsi – la visita di Gheddafi con le sue amazzoni e i cavalli berberi, la spudorata compravendita di parlamentari, gli scontri con i”finiani”, le giravolte elezioni subito, mai elezioni, Putin dono di Dio, le figuracce del nostro premier all’estero. Occorre che tutto questo non diventi rifiuto della politica e pericoloso qualunquismo: noi dobbiamo contribuire a far crescere questo risveglio della società civile, abbiamo i valori ( la Costituzione) e le idee per un cambiamento. Ci manca ancora la convinzione di poter essere determinanti e anche la forza dei numeri e di capacità di una rappresentanza politica che non troviamo e che forse in questo momento non c’è.

Elezioni provinciali a Mantova

Torna allora forte più che mai in questo contesto di movimento, l’idea di doverci impegnare a trovare volontà, strumenti e modi per far sì che le tante esperienze che vivono, lavorano e testimoniano dentro la società civile mantovana diventino un patrimonio ben più visibile, percepibile e quindi spendibile sia in termini di crescita culturale sul territorio, sia in termini di forza e capacità per creare le condizioni di una rappresentanza politica. Stiamo pensando all’opportunità che la società civile mantovana, attraverso le sue innumerevoli espressioni, trovi la capacità di esprimere un documento di intenti e di progetto da lanciare alle forze politiche mantovane che si apprestano alle prossime elezioni provinciali per le quali non si capisce ancora bene dove si voglia andare a parare, ma dove molti segnali paiono portarci a quelle logiche che alcuni mesi fa hanno siginificato la sconfitta delle comunali. Avremo noi la forza di avanzare proposte credibili e unitarie? E chissà se le forze politiche (qualcuna era venuta in piazza durante la manifestazione sulla delibera “antiaccattoni”) avranno finalmente la capacità di aprire un dialogo costruttivo, che rompa con le solite e logore logiche interne e innesti processi decisionali diversi?

La Cultura e il Festivaletteratura

Un’ultima osservazione che viene dal Festivaletteratura appena concluso: la Cultura, quella alta che ha sempre rappresentato la salvezza di ogni società, sta da tutt’altra parte rispetto alle bassezze che ci mostra quotidianamente, purtroppo da anni, questa miseranda accozzaglia di potere che ci governa a livello nazionale come – spesso – locale: non si tratta di destra o di sinistra, ma di visioni fondanti i principi su cui si deve basare la convivenza civile di questo mondo globalizzato (una economia a servizio del bene comune, il rispetto dell’ambiente e dell’uso delle risorse, la solidarietà tra i popoli, l’eliminazione delle disuguaglianze economiche e dei diritti, ecc:) in cui ciascuno possa costruire la propria identità soggettiva. Un rigraziamento da parte di LeG va rivolto a Gustavo Zagrebesky, nostro presidente onorario per i due interventi al Festivaletteratura, nonchè al prof. Paul Ginsborg per la sua lezione su Cattaneo che ha smascherato l’uso improprio che la Lega ne fa (Ah! la cultura e la conoscenza delle cose quanto sarebbe utile alla gente…), per le sue parole su LeG (che si era fatta promotrice presso il Festival per questo evento) che ha voluto spendere all’inizio del suo incontro e per la sensibilità e piacevolezza della serata che con sua moglie Eyse abbiamo passato insieme impegnati in buone discussioni e… altrettanti buoni piatti della cucina mantovana. Riprenderemo a discutere di tutto in un prossimo incontro. Per adesso, attendo amici per domenica 26!

Un caro saluto a tutti, Alessandro Monicelli x LeG Mantova

Il Vuoto – denuncia di Libertà e Giustizia

Vi trasmetto l’annuncio che la nostra associazione lanciava qualche giorno fa e vi segnalo che il nuovo appello è stato pubblicato in una intera pagina sulla Gazzetta di Mantova di domenica scorsa. Spero possiate sentirvi interpellati, mandiate vostri commenti e pareri, lo diffondiate fra amici e conoscenti.

Ricordo anche che sono aperte le iscrizioni all’associazione per l’anno in corso.

A risentirci presto  per qualche iniziativa.

Alessandro Monicelli

Il Vuoto

A distanza di un anno dal documento che rompeva il silenzio sul degrado della democrazia, Libertà e Giustizia torna ad alzare il velo sulla situazione politica italiana e lo fa rendendo pubblico un appello-denuncia dal titolo Il Vuoto. Il testo scritto dal presidente onorario di Libertà e Giustizia Gustavo Zagrebelsky è firmato dai garanti e dall’ufficio di presidenza dell’associazione. Il documento solleva il tema della responsabilità:

“Mancheremmo ai nostri doveri di cittadini responsabili del presente e del futuro, nostro e dei nostri figli, se non denunciassimo, insieme al degrado, il vuoto che è il suo terreno di coltura”.
Un vuoto, è la denuncia di LeG, “nel quale prospera una mai vista concentrazione oligarchica di finanza, informazione e politica che spazza via la distinzione pubblico-privato, ignora il senso delle istituzioni e giunge al punto di fare uso privato dell’atto pubblico per eccellenza, la legge. Non è solo questione di decenza e di etica pubblica”. Il vuoto più pericoloso, denuncia il manifesto, è quello dell’opposizione, responsabile di non aver elaborato: “un’analisi della nostra presente situazione, per costruirvi sopra una politica da proporre e sostenere apertamente e chiaramente di fronte ai cittadini”. Al vuoto si sta opponendo la società civile. “Le mobilitazioni pubbliche per il diritto al lavoro, la difesa della Costituzione e della legalità sono state una novità, anzi una sorpresa”. Il segno che “si può essere intensamente partecipi della politica anche senza appartenere a un partito”. Libertà e Giustizia si sente partecipe di questo risveglio democratico che è in atto. Ma ai partiti chiede chiarezza. Nell’ultima parte del documento, sono elencati i punti irrinunciabili di un percorso politico sostanziale: il tema del conflitto d’interessi, la legge elettorale, la difesa del parlamento e della legalità. Con una certezza: “crediamo che la chiarezza su questi punti sia premessa e condizione della fiducia che i cittadini possano nutrire nei confronti dei propri rappresentanti”.

QUI il testo completo del Documento

2 giugno Festa della Repubblica: proposta di Valerio Onida e Gustavo Zagrebelsky

Valerio Onida e Gustavo Zagrebelsky, a nome dell’Ufficio di Presidenza e dei Garanti di LeG, propongono una legge perchè il 2 giugno sia la “Festa della Repubblica e della Costituzione”. Il nostro sito pubblica il documento di Libertà e Giustizia e lo condivide con i suoi lettori…

Cosa ne pensate?

L’iniziativa è chiaramente una provocazione. LeG da sempre si batte per la centralità dei valori costituzionali nell’opera di governo e con preoccupazione assistiamo ogni giorno allo svilimento della Carta fondamentale in favore di un sistema di valori estraneo all’esprit dei nostri padri costituenti.

LeG_Mantova continuerà la propria opera quotidiana di testimonianza e di libera opinione, anche con il vostro contributo:

PARTECIPATE ALLE NOSTRE INIZIATIVE: la prossima il 13 marzo, per parlare di economia e lavoro

Il reato di immigrazione è incostituzionale

Appello dei giuristi contro il reato di immigrazione clandestina

APPROFONDISCI SU

Il disegno di legge n. 733-B attualmente all’esame del senato prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici. In particolare, riteniamo necessario richiamare l’attenzione della discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l’ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello stato, una norma che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all’uso simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimità costituzionale.

     La norma è, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiché la sua sfera applicativa è destinata a sovrapporsi integralmente a quella dell’espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l’assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto del principio di proporzionalità, solo in mancanza di altri strumenti idonei al raggiungimento dello scopo. Né un fondamento giustificativo del nuovo reato può essere individuato sulla base di una presunta pericolosità sociale della condizione del migrante irregolare: la corte costituzionale (sent. 78 del 2007) ha infatti già escluso che la condizione di mera irregolarità dello straniero sia sintomatica di una pericolosità sociale dello stesso, sicchè la criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.

L’ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non rappresentano, di per sé, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l’espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia penale, in base alla quale si può essere puniti solo per fatti materiali.

Gustavo Zagrebelsky, ex-Presidente della Corte Costituzionale, socio LeG.

Gustavo Zagrebelsky, ex-Presidente della Corte Costituzionale, socio LeG.

L’introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una crescita abnorme di ineffettività del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilità sociale e condannato per ciò alla paralisi. Né questo effetto sarebbe scongiurato dalla attribuzione della relativa cognizione al giudice di pace (con alterazione degli attuali criteri di ripartizione della competenza tra magistratura professionale e magistratura onoraria e snaturamento della fisionomia di quest’ultima): da un lato perché la paralisi non è meno grave se investe il settore di giurisdizione del giudice di pace, dall’altro per le ricadute sul sistema complessivo delle impugnazioni, già in grave sofferenza. Rientra certo tra i compiti delle istituzioni pubbliche «regolare la materia dell’immigrazione, in correlazione ai molteplici interessi pubblici da essa coinvolti ed ai gravi problemi connessi a flussi migratori incontrollati» (Corte cost., sent. n. 5 del 2004), ma nell’adempimento di tali compiti il legislatore deve attenersi alla rigorosa osservanza dei princìpi fondamentali del sistema penale e, ferma restando la sfera di discrezionalità che gli compete, deve orientare la sua azione a canoni di razionalità finalistica.

«Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le società più avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, sì che (…) non si può non cogliere con preoccupata inquietudine l’affiorare di tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a “nascondere” la miseria e a considerare le persone in condizioni di povertà come pericolose e colpevoli».  (Corte Costituzionale, 1995)

Le parole con le quali la corte costituzionale dichiarò l’illegittimità del reato di “mendicità” di cui all’articolo 670, comma 1, cod. pen. (sent. n. 519 del 1995) offrono ancora oggi una guida per affrontare questioni come quella dell’immigrazione con strumenti adeguati allo loro straordinaria complessità e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla Costituzione a tutte le persone.

FIRMANO L’APPELLO: Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia, Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi, Stefano Rodotà, Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustavo Zagrebelsky.