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Avanti assieme, la Società civile mantovana si organizza

Carissimi dopo alcuni impegni fra cui la presenza all’Altrofestival di Castiglione (ai cui organizatori va il nostro sincero apprezzamento per l’iniziativa – il secondo anno – e il ringraziamento per aver invitato la nostra associazione) e alcuni tentativi di ritrovarsi, poi rinviati per motivi diversi, credo sia il momento di provare a riannodare i fili lasciati penzoloni dopo la manifestazione in piazza sull’ordinanza “antiaccattoni” di questa estate (vedi anche l’odg presentato in Comune a Mantova). Spero che la sosta non abbia depotenziato le tante cose belle e interessanti che ci eravamo detti e che il cammino intrapreso possa continuare verso la costruzione di questa rete di associazioni e di sparsa società civile impegnata di cui si è visto essere molto ricca la nostra provincia. In piazza a Castiglione vi è stata l’occasione di incontrare molte persone e associazioni e un po’ tutti ci siamo detti d’accordo, pur con sensibilità e forse prospettive diverse, a riprendere i discorsi.

Per gli “stati generali” della Società civile mantovana

Qualcuno ha anche espressamente accennato di apprezzare (e di ritenere utile e importante) il lavoro sull’idea – a me molto cara – di arrivare alla convocazione degli “stati generali” della Società civile mantovana. Io penso che sia una meta che dobbiamo porre nel mirino per riuscire a dare più forza ai movimenti “dal basso” che esistono (a ciascuno dei quali non viene chiesto di rinunciare a qualcosa del loro specifico, ma di aggiungere qualcosa e cioè una dimensione più “collettiva” e una prospettiva più “politica”), liberare voci culturali alternative e importanti, creare ponti di collegamento con la gente.

Quando lamentiamo l’evidente scollamento della poltica dalla gente e continuiamo purtroppo a constatare l’incapacità delle forze che meglio dovrebbero essere i nostri interlocutori di riferimento poltico dei valori e delle istanze più avanzate della società, dobbiamo anche dirci che è tempo e ci spetta il compito/dovere di mettere in gioco tutte le nostre potenzialità con una visione appunto più generale che punti a creare condizioni di una adeguata rappresentanza politica/istituzionale all’altezza dei problemi e di saperli governare.

Assenza dell’opposizione

In una estate in cui le prime pagine dei giornali e le tv sono state inondate dalla questione “Montecarlo”  l’opposizione, che pur aveva annunciato sfracelli, non è stata in grado (forse proprio non ne ha la capacità e la forza….) di far emergere almeno qualcuno degli innumerovoli, immensi problemi che il nostro paese sta drammaticamente vivendo: la crisi economica e la disoccupazione morde sempre più le nostre imprese e le nostre famiglie (vedi il caso di Rodigo). L’opposizione non ha fatto emergere alcuna agenda su cui impostare una battaglia e farsi comprensibile per la gente che paga proprio sulla propria pelle la mancanza di lavoro, i redditi falcidiati, la precarietà del domani per sè e per i propri figli; è stato ammazzato un sindaco – tra l’altro del PD! – che si batteva per la legalità e non si è presa l’occasione per una ripresa in grande stile (sarebbe stato anche il miglior modo per commemorarlo!) per imporre all’attenzione il problema delle mafie che anche in questa fase di crisi (meglio “proprio” in questa fase) fanno affari d’oro e si annettono nuovi pezzi di territorio e di economia; è ripartita la scuola con tagli finanziari che incidono pesantemente sulla qualità e quantità dei servizi, con programmi che impoveriscono la proposta ditattica ed educativa, un precariato che diventa disoccupazione, un depauperamento complessivo della scuola pubblica a vantaggio di quella privata e non si è stati capaci di costruire una piattaforma di proposte su cui innestare la lotta per una scuola pubblica e di qualità (vedi anche QUI l’Idv_MN, QUI il PD_MN e QUI i giovani del PD_MN); ma potremmo continuare con mille altre occasioni, nazionali e locali, su cui l’opposizione riesce a dire troppo poco e non riesce a farsi sentire.

Eppure si è invocato il Vietnam per dare l’immagine di quale opposizione sarebbe stata fatta, si è detto che sarebbe partita una campagna “porta a porta” (l’immagine non è delle più felici: mi ricorda la raccolta dei rifiuti o, peggio, la trasmissione di Vespa che è un altro tipo pericoloso di rifiuto tossico!) su tutto il territorio: io aspetto con ansia qualcuno alla mia porta disposto anche a offrirgli un buon caffè….. Noi ci stiamo apprestando alle prossime elezioni provinciali: non avverto alcun segnale, alcuna presenza significativa, alcun annuncio di percorso nuovo, nessuna apertura per un dibattito “alto”, un confronto “aperto”….

Troviamoci giovedì 7 ottobre, via Tezze

Forse risucirò a mandarvi un documento al quale penso da tempo, su alcune linee guida generali per le prossime elezioni mantovane: vorrei proporvelo come idea e bozza di una nostra possibile iniziativa autonoma rispetto alle forze politiche, ma non contro di esse, in uno spirito di stimolo e di collaborazione. So che molti nostri politici leggono queste nostre mail e questi scambi di idee. Alcuni di essi si sono anche fatti sentire, se pur informalmente, ventilando possibili dialoghi e incontri…. Chissà se qualcuno troverà il coraggio di innescare la miccia di un percorso virtuoso, nuovo…… che certo non sarà facile e certamente non indolore per i loro precari e incerti equilibri e assetti, ma certamente più carico di qualche speranza del restare aggrappati alle loro scragne, a condurre le loro piccole guerre impotenti e, cme si vede, perdenti. Tutto questo per dirvi che, sentiti alcuni amici, riteniamo di riprendere le fila e di proporre un incontro che si terrà

GIOVEDI’ PROSSIMO, 7 OTTOBRE 2010, ALLE ORE 21.00  – PRESSO IL CENTRO CAVALLETTO, VIA TEZZE, MANTOVA

In attesa di incontrarci, un caro saluto a tutti.

Alessandro Monicelli per Libertà e Giustizia Mantova

P.S. La nostra associazione aveva aderito e partecipato al “noB Day” di ieri a Roma e parteciperà anche alle manifestazioni del 16 ottobre prossimo indette dalla Fiom.

Cultura per capire: dopo il Festivaletteratura, incontriamoci all’Altrofestival

Carissimi tutti, riprendiamo il nostro sforzo di testimonianza con un evento a cui ci ha invitato, come l’anno scorso, l’Altrofestival che si tiene nell’alto mantovano (e bassa bresciana) . Credo tutti sappiate cosa è tale evento, ma per riassumerlo basta quello che è stato messo come sottotitolo: “ viaggio alla scoperta delle culture, un tuffo nelle diversità alla ricerca di reciprocità, un ponte per costruire diritti e solidarietà“. Noi saremo, assieme a tante altre associazioni, in piazza Dallò, a Castiglione delle Stiviere,dalle ore 17 di domenica prossima 26 settembre e lo saremo gestendo un nostro spazio sotto il motto “LeG per la Costituzione” perchè dentro questo patrimonio di valori ci sta dentro tutto: i mali che ci affliggono per la sua mancata applicazione, i beni che ancora ci permette di godere, la speranza che, con impegno tenace e lotta appassionata, possiamo tenere viva. Distribuiremo il testo della Costituzione, raccoglieremo le firme sul documento ultimo del nostro Presidente onorario Zagrebelsky sulla necessità di cambiare subito almeno questa legge elettorale, installeremo un computer per consentire l’accesso al nostro sito nazionale e al nostro blog mantovano.

La Società civile comincia ad aprire gli occhi

Come al solito c’è penuria di “gente disposta a regalare qualche ora del suo tempo”: qualche volta, un po’ amareggiato, penso che stiamo ancora troppo dietro la recriminazione e ci mandiamo forse troppe mail, usiamo tanta energia e sfoghiamo le nostre frustazioni rincorrendoci a vicenda, mentre è tempo di “uscire”, di “tornare in piazza”, di rompere il cerchio e farci sentire dala gente. La riuscita della manifestazione sui gradini di S. Andrea del luglio scorso, pur con il caldo e il periodo estivo, ha avuto un grande risultato, certamente molto al di là di quanto anche il miglior ottimista di noi poteva prevedere e si augurava: lo è stato per numero, per qualità e quantità di interventi anche spontanei. Se la gente si fa sentire, ha ancora voce sufficiente per fermare decisioni che sembrava impossibile contrastare: pensiamo alla legge bavaglio di cui si sono perse le tracce, pensiamo alla vicenda di questi giorni della scuola di Adro ( lettera dei 185 genitori, ritiro dei bambini dalla scuola, la manifestazione con il “tricolore”). Pur nella confusione e nell’incertezza generale di cui sono ben colpevoli – ancora una volta – le forze politiche di opposizione, colte largamente impreparate a gestire una situazione esplosiva ma anche potenzialmente pregna di opportunità di rottura di quello che sembrava un blocco impenetrabile, mi pare si avverta una maggior attenzione e sensibilità nell’opinione pubblica, che comincia a riaprire gli occhi ( sono segnali importanti il calo di ascolti del TG1 diventato il megafono del governo e la contemporanea crescita di altre trasmissioni che non sono nulla di eccezionale, ma che cercano di fare normale giornalismo, significativo il “fastidio” che molta gente avverte in comportamenti e discorsi – la visita di Gheddafi con le sue amazzoni e i cavalli berberi, la spudorata compravendita di parlamentari, gli scontri con i”finiani”, le giravolte elezioni subito, mai elezioni, Putin dono di Dio, le figuracce del nostro premier all’estero. Occorre che tutto questo non diventi rifiuto della politica e pericoloso qualunquismo: noi dobbiamo contribuire a far crescere questo risveglio della società civile, abbiamo i valori ( la Costituzione) e le idee per un cambiamento. Ci manca ancora la convinzione di poter essere determinanti e anche la forza dei numeri e di capacità di una rappresentanza politica che non troviamo e che forse in questo momento non c’è.

Elezioni provinciali a Mantova

Torna allora forte più che mai in questo contesto di movimento, l’idea di doverci impegnare a trovare volontà, strumenti e modi per far sì che le tante esperienze che vivono, lavorano e testimoniano dentro la società civile mantovana diventino un patrimonio ben più visibile, percepibile e quindi spendibile sia in termini di crescita culturale sul territorio, sia in termini di forza e capacità per creare le condizioni di una rappresentanza politica. Stiamo pensando all’opportunità che la società civile mantovana, attraverso le sue innumerevoli espressioni, trovi la capacità di esprimere un documento di intenti e di progetto da lanciare alle forze politiche mantovane che si apprestano alle prossime elezioni provinciali per le quali non si capisce ancora bene dove si voglia andare a parare, ma dove molti segnali paiono portarci a quelle logiche che alcuni mesi fa hanno siginificato la sconfitta delle comunali. Avremo noi la forza di avanzare proposte credibili e unitarie? E chissà se le forze politiche (qualcuna era venuta in piazza durante la manifestazione sulla delibera “antiaccattoni”) avranno finalmente la capacità di aprire un dialogo costruttivo, che rompa con le solite e logore logiche interne e innesti processi decisionali diversi?

La Cultura e il Festivaletteratura

Un’ultima osservazione che viene dal Festivaletteratura appena concluso: la Cultura, quella alta che ha sempre rappresentato la salvezza di ogni società, sta da tutt’altra parte rispetto alle bassezze che ci mostra quotidianamente, purtroppo da anni, questa miseranda accozzaglia di potere che ci governa a livello nazionale come – spesso – locale: non si tratta di destra o di sinistra, ma di visioni fondanti i principi su cui si deve basare la convivenza civile di questo mondo globalizzato (una economia a servizio del bene comune, il rispetto dell’ambiente e dell’uso delle risorse, la solidarietà tra i popoli, l’eliminazione delle disuguaglianze economiche e dei diritti, ecc:) in cui ciascuno possa costruire la propria identità soggettiva. Un rigraziamento da parte di LeG va rivolto a Gustavo Zagrebesky, nostro presidente onorario per i due interventi al Festivaletteratura, nonchè al prof. Paul Ginsborg per la sua lezione su Cattaneo che ha smascherato l’uso improprio che la Lega ne fa (Ah! la cultura e la conoscenza delle cose quanto sarebbe utile alla gente…), per le sue parole su LeG (che si era fatta promotrice presso il Festival per questo evento) che ha voluto spendere all’inizio del suo incontro e per la sensibilità e piacevolezza della serata che con sua moglie Eyse abbiamo passato insieme impegnati in buone discussioni e… altrettanti buoni piatti della cucina mantovana. Riprenderemo a discutere di tutto in un prossimo incontro. Per adesso, attendo amici per domenica 26!

Un caro saluto a tutti, Alessandro Monicelli x LeG Mantova

L’individuo sociale, il Nuovo sogetto politico

Cara Maria, caro Alessandro, mi spiace molto di non poter essere presente all’incontro di oggi pomeriggio ma, come avevo anticipato a Franco Reggiani, avevo già un impegno e non sono riuscito a spostarlo. Mi preme comunque riassumere quello che penso.

Dovremmo partire dalle considerazioni – che ormai facciamo da tempo e che abbiamo ribadito un po’ tutti anche alla riunione della settimana scorsa – sulla crisi della politica, sulla sua autoreferenzialità e sull’incapacità della sinistra (di ciò che è rimasto della sinistra) di farsi interprete delle esigenze di giustizia, di libertà, di trasformazione sociale ed ecologica che si fanno sempre più pressanti e drammatiche di fronte alla devastazione planetaria del capitalismo dell’era della globalizzazione. C’è quindi un problema di contenuti della politica ma c’è anche un problema di “cultura politica”, di come si fa politica e di come si sta (o non si sta) nel rapporto con la gente e con i territori. A ciò si deve aggiungere che, nel nostro Paese, il berlusconismo ha sferrato un duro attacco ai fondamenti costituzionali realizzando un regime mediatico che ha creato una crisi drammatica della democrazia, mentre la “cultura leghista” è diventata una componente strategica dell’azione di governo, producendo quella deriva razzista e xenofoba che tutti ben conosciamo.

La crisi della sinistra ha creato un vuoto politico tremendo, allontanando ogni prospettiva di cambiamento. Esiste però un’opposizione sociale misconosciuta, frammentata, disorientata e, spesso, demoralizzata, ma che si espande sempre di più nei territori. Un’opposizione che è fatta da una moltitudine di realtà, gruppi, associazioni, esperienze, culture e identità, ognuna con la propria storia, con tante persone di buona volontà che operano quotidianamente in ambito sociale, per il lavoro, l’intercultura, contro ogni discriminazione o in difesa dell’ambiente, della pace, dei diritti e della democrazia. Ma sono realtà isolate, separate, disperse (spesso ognuna non conosce nulla di ciò che fanno le altre): un grande patrimonio sociale che politicamente oggi non conta nulla. Ecco, il nostro compito è quello di costruire un percorso condiviso per far emergere questo patrimonio sommerso e dispiegare, sulla base di valori e contenuti comuni, un progetto unitario che sia rispettoso delle mille e mille diversità che lo andranno a comporre e che dia rappresentanza politica a tutti questi movimenti.

La delega politica non funziona più, non ci sono più soggetti politici in grado di rappresentare compiutamente le istanze dei movimenti. Dobbiamo costruire un nuovo soggetto politico, una rete, un forum, non un nuovo partito – poi si vedrà come avere rappresentanza politica nelle istituzioni – fondato sul movimento dei movimenti. Un movimento che si riconosca in un comune progetto politico e, al suo interno, garantisca l’identità, l’autonomia e la specificità di ogni sua componente.

Con questo spirito occorre creare da subito momenti di reciproca conoscenza, di incontro e di iniziativa sociale unitaria tra i gruppi e le associazioni presenti sul territorio. E’ un impegno gravoso, un vero e proprio azzardo in evidente controtendenza rispetto al drammatico processo di frammentazione e di disgregazione della sinistra, ma l’incredibile esperienza che stiamo vivendo con l’Altrofestival ci dice che ce la possiamo fare. Ho visto che si può suscitare grande entusiasmo e un clima positivo di partecipazione, e mi sono ritrovato indietro nel tempo, quando la politica era fatta di passione, di ideali condivisi, di lavoro disinteressato e spirito di sacrificio, perché sapevi che il tuo impegno contribuiva a determinare, assieme a quello degli altri, le condizioni per un futuro migliore. Bene, con l’Altrofestival ho ritrovato quella carica ideale e quell’energia positiva di cui avevo quasi perduto la memoria e che sono convinto siano molto più diffuse di quanto si possa immaginare. Solo che hanno bisogno di essere sollecitate offrendo prospettive e capacità di futuro.

E’ sul territorio che dobbiamo lavorare per cominciare a costruire l’alternativa alla società del dominio del capitale, e lo dobbiamo fare coinvolgendo e valorizzando tutte le realtà presenti sul territorio proponendo, in  alternativa alla casta, al leaderismo e alla personalizzazione della politica, la politica della partecipazione, la democrazia partecipativa. Non è utopia, è un processo che si realizza giorno per giorno, con l’azione quotidiana, con il cambiamento degli stili di vita, con i comportamenti concreti di ogni persona, per modificare, giorno per giorno, la realtà sociale, avendo ben presente lo stretto rapporto che esiste tra il locale e il globale, partendo dalle risposte che possiamo dare alle domande di giustizia sociale che, in modo sempre più drammatico, ci arrivano in casa nostra come da ogni angolo della Terra, ponendoci il problema della costruzione di un nuovo modello economico e sociale in grado di salvare il pianeta dalla devastazione ambientale e garantire una vita dignitosa a tutti gli abitanti del pianeta. Non il libro dei sogni, non la discussione astratta o la rivendicazione massimalista, non un nuovo dogma, ma azioni politiche e comportamenti concreti e coerenti.

Alla crisi della politica dobbiamo rispondere con il coinvolgimento diretto dei cittadini affinché siano parte attiva del processo di trasformazione sociale che pensiamo di realizzare. Questo processo lo si può avviare subito (è già avviato!), per cambiare non c’è bisogno di attendere la vittoria elettorale, non si può aspettare l’ora x che non verrà mai, ma si deve cominciare da subito facendo leva sui comportamenti individuali, sul coinvolgimento dell’opinione pubblica con iniziative di sensibilizzazione e di mobilitazione, con il boicottaggio e le azioni di disobbedienza civile per condizionare la politica, l’azione delle istituzioni pubbliche e i comportamenti delle grandi società multinazionali. Con tutto quello che succede nel mondo, con la guerra che sostituisce la politica, con la spaventosa concentrazione del potere economico globale e le condizioni disumane in cui vive gran parte dell’umanità, con il rischio di andare incontro in poco tempo ad una catastrofe ambientale, il salto di qualità che dobbiamo fare oggi mi sembra sia quello di riuscire a mettere in campo una capacità politica in grado di coinvolgere la gente comune, con azioni semplici, comprensibili – e nello stesso tempo con un alto grado di radicalità nei contenuti – che diano un senso a parole come pace, libertà, solidarietà, giustizia sociale, diritti umani… 

Scusate, l’ho fatta troppo lunga, ma mi sono sfogato un po’.

Un abbraccio

Claudio Morselli

“Siamo donne e uomini, bambini e anziani abbastanza comuni, cioè ribelli, differenti, scomodi, sognatori. Siamo un’armata di sognatori e per questo siamo invincibili.”
Subcomandante Marcos

“L’utopia è all’orizzonte: quando faccio due passi, lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e lei è più lontana di dieci passi: a che serve l’utopia? Serve a questo: a camminare.”
Eduardo Galeano

“Se uno sogna da solo il suo rimane un sogno, ma se sogna insieme agli altri, il suo sogno è già l’inizio della realtà”.
don Tonino Bello

Nuovo incontro fra le associazioni mantovane il 2 luglio, mettiamoci in rete

Carissimi, ho già dato resconto del’incontro dello scorso 8 giugno sulla possibilità di andare verso la costituzione di una “rete delle associazioni mantovane” nell’intento di contare di più dentro la società e nel dialogo politico. Ieri sera, come concordato alla fine della scorsa riunione, ci siamo ritrovati in alcuni per definire il proseguimento di questo cammino intrapreso, senza dubbio difficile e faticoso. Si è ritenuto di riconvocarci un po’ tutti prima delle ferie estive, per dare modo di chiarirci meglio e fissare alcuni elementi che dovrebbero costituire il senso e i temi di un incontro da tenersi subito a settembre.
Si chiede quindi uno sforzo a tutti quanti e si propone di incontrarci sempre presso il Centro Cavalletto per la sera di:
 Venerdì 02 luglio alle ore 21.
 
L’invito è rivolto ai numerosi presenti della precedente riunione che avevano espresso la volontà di provare a far proseguire questa proposta, ma aperto a singoli, gruppi e associazioni che magari non erano state raggiunte con il precedente invito.
Al fine però di evitare un doppione del primo incontro, si è voluto nell’incontro di ieri sera dare un “titolo”, che può gia essere indicativo, delle domande e dei temi che possono in qualche modo indirizzare la serata senza disperderci in mille direzioni.

Nuove parole, nuovi metodi, come fare?

Questa frase vuole racchiudere il senso profondo che si vorrebbe avesse questa “rete” non ripetitiva di schemi, analisi, parole già dette, già sentite, troppo usate.
 Alle domande (non certamente nuove) che ci siamo posti vorremmo ognuno potesse indicare una sua possibile risposta, partendo dall’esperienza propria di ciascuno, ma soprattutto tentando di “andare oltre”, di proiettarle verso un diverso linguaggio che può nascere anche e soprattutto dall’ascolto delle diversità di genere, di cultura, di religione, di età che sono ai margini, se non fuori, l’attuale riflessione e prassi politica.
Quali la funzione e le specificità del metterci in rete?Come costruire dialogo politico con le comunità ed il territorio?, Quali azioni intraprendere verso le istituzioni e verso la politica “ufficiale”?
 
Abbiamo cercato di fare mente locale sulle associazioni, gruppi e persone che crediamo possano dare specifici ed importanti contributi perchè questo percorso diventi un “altro” percorso: le menzioniamo non per escludere, ma proprio perchè ciascuno lo integri con altri nomi che non conosciamo (ad esempio le realtà del Basso mantovano) o ci sono sfuggiti: Altrofestival, assemblea antirazzista di Castelgoffredo, Libera, Libertà e Giustizia, Coordinamento per la pace, Mappamondo, Centro Cavalletto, Sucar Drom, Donne della circoscrizione Sud, Forum, Smarties, Guppo 7, 194 ragioni, popolo viola, le donne degli orti e poi tante persone che raggiungeremo in qualche modo.
 
Sono state elencate anche le tematiche che la rete dovrebbe avere la capacità di affrontare, approfondire e di cui farsi voce in messo alla gente:
 
Riteniamo di escludere, almeno per ora, i temi di politica istituzionale e i problemi immediatamente legati alla prossime elezioni provinciali (dove si preannuncia l’ennesimo gioco dei soliti noti e delle loro logiche perdenti).
Infine abbiamo ritenuto di pubblicare la lettera che Claudio Morselli ci ha inviato non potendo intervenire all’incontro di ieri sera: ci sembra un’ottima sintesi dello spirito e delle speranze che ci animano e che ci hanno spinto a tentare di nuovo l’avventura di provare a pensare una politica nuova, diversa.
 
Vi invito a far girare l’invito, estendendolo a quanti possano contribuire a questa inziativa. Vi invito anche a farmi pervenire vostri commenti, osservazioni, integrazioni nonchè anche la vostra presenza all’incontro del 2 luglio al fine di predisporre anche una scaletta degli interventi in modo da dare un minimo di organizzazione alla serata.
Un caro saluto.
Alessandro Monicelli,Maria Bacchi, Turi Penzo, Franco Reggiani, Roberto Fiorini, Maria Grazia Soliani, Claudia Pancera.