NO sig. Professore, non siamo pronti

Lo saremmo, parafrasando un bell’articolo di Barbara Spinelli su La Repubblica, se qualcuno ci dicesse quale uscita ci si prospetta da questa lunga e traumatica crisi economica, se l’Italia e l’Europa che si vuol costruire sono diverse da quelle “dei mercati” che stanno dettando l’agenda economica, politica e sociale dei singoli Paesi, se il diritto e l’esercizio della democrazia (la polis) avesse il progetto di un suo “luogo” in cui esercitarsi prendendo il posto di istituzioni, tecnocrazie e potentati finanziari che, fuori da ogni processo democratico, ci stanno imponendo la restaurazione dello stesso  modello sociale neocapitalista che è causa della crisi.

Il sospetto che ci era sorto fin dalle prime mosse del Governo dei professori, si trasforma sempre più nella certezza che, dietro la realtà di una crisi di cui si conosce assai bene i colpevoli e il come, si stia ponendo in atto una delle restaurazioni più dure dell’ultimo mezzo secolo: un tempo si facevano le guerre per stravolgere i sistemi, ora si usa la finanza.

Già la prima manovra era sembrata assai poco “equa” nonostante gli sforzi di farla credere tale a destra e a manca: era così bello ritrovare toni sobri, parole appropriate, persone competenti dopo anni di urla sguaiate e fuori tema e poi, soprattutto, si era davvero sull’orlo del baratro e non si è stati tanto a guardare per il sottile.

La sospensione dell’adeguamento al costo delle vita per le pensioni di 1.000 euro al mese, la riforma pensionistica nel suo insieme, la reintroduzione dell’ICI (IMU) di queste proporzioni (avete provato a fare il calcolo?), le addizionali retroattive che gravano proprio sulle buste paga di questo mese, l’aumento di Iva sui consumi e accise sulla benzina e, per l’opposto, l’assenza di ogni concreta e immediata misura su capitali, grandi patrimoni e finanza davano già la sensazione da quale parte pendeva la bilancia e su chi avrebbero gravato i sacrifici e il peso del risanamento.

Anche le liberalizzazioni (taxi, notai, farmacie) appaiono quasi di facciata rispetto al “grosso” che dovrebbe essere intaccato: non una norma per banche e mercati della finanza (i veri responsabili della crisi che sono premiati anche in Europa le prime con finanziamenti enormi e i secondi lasciati ancora senza regole e controlli), ma anche per petrolieri, per i fornitori di energia, per i trasporti, ecc.

Con questa ultima riforma del lavoro, accanto ad alcune indubbie positive norme, viene confermata  una sostanziale deregulation che, come ben si sa, in regime di libero mercato significa la predominanza (prepotenza?) del più forte. Al taglio dei redditi, si aggiunge l’insicurezza del lavoro.

Dalla sobrietà alla supponenza

Dalla Cina Monti dichiara che “sulla riforma non accetto incursioni in Parlamento” dimenticando che (aldilà dell’impresentabilità di questo Parlamento frutto della porcata elettorale e della corruzione del denaro berlusconiano) siamo ancora in presenza di una democrazia parlamentare.

Ci pare che dallo stile sobrio e compassato, si stia passando a quello supponente di chi pensa di possedere la verità che in democrazia non esiste, ma nasce ogni volta dal confronto e dalla partecipazione: questa crisi economica si sta portando dietro una crisi della democrazia, del concetto e dell’esercizio della democrazia.

Quale idea di Europa gira nelle diverse cancellerie d’Europa?

Se questo è il quadro italiano, non meglio si può dire del quadro europeo dietro cui tra l’altro ci si trincera per giustificare ogni misura: “ce lo chiede l’Europa”, “ce lo dice la BCE”, “lo sottolinea l’Ocse o il FMI”, “così fanno gli altri stati” …e la Germania poi …un faro! (peccato non la si imiti anche per salari e stipendi che sono quasi il doppio dei nostri, per l’indennità di disoccupazione, per le tutele dei lavoratori sia sotto l’aspetto dei diritti che della salute e sicurezza).

Ci pare in questo momento molto povera, chiusa sulle sole logiche del mercato e dei conti pubblici, priva sia dei sogni di chi l’aveva pensata, sia di quello sguardo lungimirante che dovrebbe essere la caratteristica del politico capace di progettare il futuro.

Custode di “conti economici” non sa ancora intraprendere l’unica strada che ci può aprire orizzonti diversi di crescita democratica e di sviluppo sociale ed economico. In una parola servirebbe “più Europa politica” per cui necessiterebbero però ingegno e creatività, superamento di confini, particolarismi, sovranità, veti e gelosie: insomma, un progetto diverso di sviluppo e una vera visione sovranazionale.

Temiamo invece che anche l’orizzonte dei nostri “professori” sia tristemente limitato a riproporre le stesse logiche che ci hanno condotto in questo vicolo cieco.

E per questo non siamo, ma soprattutto non vogliamo, essere pronti.

Alessandro Monicelli per LeG_MN

Grazie a tutti per #OccupyMantegna. Ora si riparte, con pratiche di pace

Andrea Mantegna, San Sebastiano (1480) - Museo del Louvre, ParigiInformo, per chi non è venuto ieri in piazza, che la manifestazione di occupazione di piazza Mantegna è andata bene con la presenza di tante associazioni e l’adesione di tanti cittadini che hanno firmato la petizione da inoltrare al sindaco e che la raccolta di firme continuerà ancora in modi che si stanno proponendo: per ora i moduli sono sottoscrivibili presso la bottega del Mappamondo.

Nel contempo, a nome anche della Tavola della Pace di Mantova, invito sia gli amici di LeG che le altre associazioni che hanno già dato una loro adesione di massima all’iniziativa sullart.11 della Costituzione prevista per i primi di maggio dal titolo provvisorio

 “l’Italia ripudia la Guerra: educhiamo alla pace”

Organizzeremo, assieme ad altre associazioni, un incontro pubblico con la Presenza di Flavio Lotti, presidente della Tavola della Pace ed organizzatore della marcia della pace di Assisi, e della Scuola di Pace di Monte Sole.

 

Allo scopo di cominciare l’organizzazione di questo evento, siete invitati all’incontro che si terrà presso il Centro Cavalletto, via Tezze, il giorno di lunedì 19 marzo alle ore 18.

Vi aspetto.

Alessandro Monicelli per LeG_MN

Occupy Piazza Mantegna

Carissimi tutti, vi allego il volantino di un numerosissimo gruppo di associazioni mantovane, tra cui LeG, con cui si organizza la manifestazione di “OCCUPAZIONE DI PIAZZA MANTEGNA”

Domenica 11 marzo , ore 15,30 in piazza Mantegna.

Con questa presenza in piazza, si vuole denunciare l’assurdo divieto che il Comune di Mantova, per non ben precisate ragioni di “ordine pubblico” e di “decoro” , vuole imporre a tutte le associazioni (volontariato, politiche, culturali, di impegno civile) non permettendo la loro presenza nei punti “storici” della città.

Vi invito caldamente a partecipare numerosi e, comunque, a passare per la piazza in quanto durante la manifestazioni verranno raccolte le firme dei cittadini da inoltrare al sindaco di Mantova invitandolo a una rilfessione che lo porti a non procedere in tale decisione: il volantino, sottoscritto da tutte le associazioni che saranno in piazza domenica, spiega bene il pensiero che ci accomuna.

“Dipende da noi”

Ricordo che lunedì 12, a Milano, LeG presenterà ufficialmente il documento “Dipende da Noi” preparato dal nostro Presidente onorario Gustavo Zagrebelski. Potete trovare sul sito di LeG e sul nostro blog il documento e, se qualcuno volesse, le coordinate per partecipare all’evento.

Vi aspetto numerosi domenica pomeriggio.

Alessandro Monicelli per LeG_MN

Parteciperanno:

Adesioni manifestazione: Centro B. Cavalletto, Coordinamento per la Pace, Tavola della Pace – MN, Cooperativa Il Mappamondo, CodiAmSa, LAV Lega Anti Vivisezione MN, Libertà e Giustizia – MN, Legambiente MN, Comitato Salviamo il Paiolo, Emergency – Gruppo di MN, Comitato “Se non ora quando” – MN, Associazione Nazionale Partgiani d’Italia – MN, Collettivo Femminista Colpo di Streghe, Coordinamento Scuola – MN, Forum Mantova, Associazione Civica Mantovana, 194 Ragioni – MN, comitato Mantova antifascista e antirazzista, Comitato Acqua Pubblica MN, Associazione Manto-Gas, Spazio Sociale La Boje!, Gruppo 7 – Donne per la Pace, Associazione Per La Sinistra, Insieme per Mantova, Comitati di Bagnolo San Vito, Curtatone e Virgilio contro l’autostrada Cremona-Mantova, Ass. Gattorandagio, Circoscrizione Locale Soci Banca Popolare Etica – MN, Amnesty International – Mn, Fiom – Mantova.

Partiti: Partito Democratico, Partito del Sud – MN, Rifondazione Comunista – Fed. Della Sinistra – MN, Sinistra Ecologia e Libertà – circolo di MN, Sinistra Critica MN, Gruppo consiliare Insieme per Brioni Sindaco, Ecologisti e reti Civiche

Buon 8 marzo a tutte e a tutti

Un pensiero che non vuol dire festa, ma condivisione di un cammino di emancipazione, di riconosciuta dignità, di pari diritti e opportunità, di rispetto e valorizzazione dello specifico femminile, certo che questa è la migliore strada che ci avvicina di più al sogno di una più compiuta democrazia, di una reale affermazione della giustizia sociale e di un efficace segno di pace.

Buon 8 marzo, quindi, a tutte… e a tutti!

Alessandro Monicelli

Tutti in piazza domenica 11 marzo a Mantova, per il diritto all’azione civile

Care amiche e cari amici,

Vi anticipo che domenica 11 marzo nel pomeriggio, ci sarà in piazza Mantegna una manifestazioni di quasi tutte le associazioni mantovane contro la delibera comunale che vieta l’utilizzo delle piazze principali della città alle stesse associazioni relegandole in luoghi decentrati rispetto al tradizionale e centrale posizionamento di “banchetti” di promozione di iniziative, raccolta fondi benefici, raccolta firme, volantinaggi, ecc.

Dopo il divieto di accottonaggio, ora il divieto alla libera manifestazione di pensiero, propaganda, azione civile e politica: il decoro della città lo impone!   Vi manderò al più presto il volantino sottoscritto da tutte le associazioni con luogo, orario e modalità della manifestazione.    Le associazioni tutte insieme faranno regolare richiesta di autorizzazione al Comune e alla Questura E POI SCENDERANNO IN PIAZZA !

Una civilissima disobbedienza civile di tutto il volontariato, associazioni politiche, culturali per sensibilizzare la gente e chiedere all’amministrazione comunale un passo indietro!

Modifica dell’art. 18

Vi allego anche una riflessione sull’iter parlamentare che, nel silenzio genarle dei masmedia, porterà alla modifica dell’art 81 della Costituzione con l’nserimento dell’ “Obbligo del pareggio di bilancio” . Pare che tutti i partiti siano d’accordo, superando così il quorum necessario (2/3) per realizzare la modifica alle norme costituzionali senza referendum consultivo.  Ancora una volta i partiti, nel silenzio complice di tutti gli organi dell’informazione, dimostrano la loro lontananza dai “sudditi” così come stanno facendo, in modo ancora più grave e subodolo, su ben altre questioni come la legge lettorale e le modifiche costituzionali che i quattro saggi (Violante per il PD, Adornato per l’UDC, Quagliarello per il PDL, Bocchino per FLI ed un certo Pisicchio non so bene per chi) sul modello Lorenzago (ci ricordiamo tutti vero le quattro grandi “teste” – Calderoli, Buttiglione, Tremonti e Nania- che hanno partorito la riforma costituzione per fortuna bocciata con il referendum!) stanno elaborando allo scopo soprattutto di salvaguardare il potere dei partiti sbandierando l’accordo bi-partisan per il bene dell’Italia, in realtà rafforzando il potere di se stessi.

La Costituzione si cambia alla luce del sole, nella sede appropriata che è il Parlamento (e non certamente in questo, fatto di nominati e di “venduti”), da persone preparate, che non ha interessi di parte se non quello del bene comune della nazione, che non “tratta” compromessi perchè la legge fondamentale dello stato non è un mercato, ma la garanzia dell’esercizio della democrazia, della partecipazione, della giustizia.

Ma di questo parleremo e LeG ne farà una sua battaglia precisa e decisa come annunciato con il documento predisposto da Gustavo Zagrebelski che sarà presentato ufficialmente a Milano, lunedì 12 marzo.

A presto.

Alessandro Monicelli per LeG_MN

DIPENDE DA NOI! Sostegno all’appello di Gustavo Zagrebelsky

Vi segnalo la pagina di La Repubblica di venerdì scorso con il documento “DIPENDE DA NOI” che Gustavo Zagrebelsky, a nome di tutta Libertà e Giustizia, ha scritto in occasione dei 10 anni di vita della nostra associazione.

I temi del documento, che vi invito ad andare a leggere e a sottoscrivere per adesione sul sito di Libertà e Giustizia, sono stati ripresi poi in una lunga intervista sempre su La Repubblica ieri sabato 25.

Senza alcuna concessione all’ autocelebrazione, mi pare che in questo documento siano trattate alcune questioni che in questa delicata fase politico-istituzionale si pongono quanto mai urgenti e qualificanti per lo sviluppo della democrazia.

La debolezza dei partiti è conclamata e totale e l’appiattimento pressochè unanime, quando non addirittura acritico, sulla “tecnicità” dell’attuale governo Monti e delle sue scelte pongono problemi di forte criticità riguardo la salute istituzionale e politica: “Il governo tecnico è il meglio che il tempo presente ci può offrire, ma occorre riportare in onore la politica”.

“Dissociarsi per riconciliarci” è un sottotitolo quanto mai interessante e su cui riflettere a fondo: come non perdere di vista e riconquistare il primato della politica in una fase in cui l’economia (o peggio ancora la finaziarizzazione dell’economia!) la fa da padrone assoluto e incontrastato?  Come ricondurre lo sviluppo di ogni paese allo spirito partecipativo del suo popolo quando potentati anonimi e istituzioni non elettive impongono decisioni che sconvolgono stato sociale, diritti delle persone, percorsi di democrazia?   Come recuperare, specialmente nel nostro paese, un rapporto sano con la politica a fronte di un Parlamento delegittimato e di partiti che, tradendo l’art. 49 della nostra Costituzione, non sono minimamente all’altezza del loro compito istituzionale?

“LeG è una associazione di cultura politica, ma non un’associazione politica, fiancheggiatrice di questo o quel partito”  e per questo ancora una volta si rivolge ai cittadini che vorrebbero amare la politica, la desiderano più dignitosa e rispettata e chiede loro una partecipazione attiva nell’unità di forze e di intenti.    Appunto: DIPENDE DA NOI!

BUONA SERATA A TUTTI.

Alessandro Monicelli per LeG_MN

L’Italia ripudia la guerra

Dopo il positivo incontro di sabato (anche senza la presenza del relatore principale prof. Salvatore Natoli fermato a Milano all’ultimo momento dalla febbre) soprattutto grazie al lavoro di Roberto e alle belle testimonianze  di Naser Altakruri e Benedetta Bottura, siamo in  attesa di completare l’incontro con la presenza del prof. Natoli non appena ci darà nuova disponibilità e la relazione dell’associazione “Il Gagliardo“, nonché l’apporto di qualche altra significativa esperienza.

NO alle spese militari

Vi allego il volantino di una manifestazione importante per il prossimo 24 e 25 febbraio in città, incentrata sul NO alle spese militari, specialmente per l’acquisto dei famosi cacciabombardieri… di cui in questo momento ciascuno di noi sente un grande bisogno!

Vi anticipo che sta per essere organizzato anche un incontro – potrebbe essere il 4 o 5 maggio- sul tema dell’art 11 (l’Italia ripudia la guerra) in chiave di “educazione alla pace” con la partecipazione di Flavio Lotti della tavola della Pace e della Scuola di Pace di Monte Sole.

La settimana prossima dovremmo organizzare un incontro, come spaete aperto a tutti, per organizzare i prossimi eventi e come prepararli: vi manderò per tempo l’invito.

Alessandro Monicelli per LeG_MN