Movimento civile diviso? Ci vuole passione

A fronte della difficoltà di riprendere un percorso che sembrava già ben avviato e che aveva portato fino alla bella manifestazione in piazza contro l’ordinanza anti-accattoni, ieri sera abbiamo fatto alcune riflessioni che ho trovato ben espresse in un articolo di Flores d’Arcais questa mattina e che mi permetto di proporre alla vostra attenzione e, magari, per uno scambio di opinioni.
Parlando a proposito della manifestazione di oggi organizzata dalla Fiom, ha inteso far partire la sua riflessione su quante manifestazioni (e di quale spessore numerico e varietà di componenti) ci siano state in questi anni eppure….”questa mobilitazione straordinaria, variegata, inesausta della società civile non è riuscita a impedire l’instaurarsi di un regime osceno…..  Tragico paradosso alla cui origine stanno due perchè: perchè l’opposizione politico – parlamentare, in primo luogo il PD, si sono dedicate…. al piccolo cabotaggio….. e perchè tutti quei movimenti che testimoniano la passione e la vitalità democratica che ancora percorrono la società italiana non sono risusciti a diventare a loro volta OPPOSIZIONE: sono restati divisi, estranei l’uno all’altro, “autonomi” nel senso vizioso e pre-politico del termine.”

Che ne pensate? 

Le convulsioni della crisi che questo “finto impero” sta vivendo ogni giorno di più (solo nelle ultime 24 ore abbiamo avuto: scontro Fini – Schifani – seconda e terza carica dello Stato-sulla riforma della legge lettorale, ritiro della riforma universitaria senza copertura finanziaria, scontro fra i ministri sulla finanza pubblica, incapacità e rinuncia a introdurre elementi di sviluppo dell’economia, al Senato passa un emendamento sui crediti d’imposta al Sud con i voti di parti dello stesso Pdl)  stanno rischiando di trascinare con sè le stesse istituzioni, gli elementi che costituiscono i fondamenti della democrazia e le conquiste (scuola, lavoro, assistenza, ecc.) che permettono il realizzarsi di ciascuna persona dentro una società giusta e solidale.
 
Spero che la manifestazione di oggi sia ancora una volta una grande dimostrazione di passione civile da cui ciascuno di noi rifletta sulla necessità e sull’urgenza di contribuire, con cuore e sguardo largo, a far nascere una “massa critica”  capace di dare forza e slancio a quell’opposizione di cui l’Italia ha bisogno per resistere e imporre il cambiamento. 
Un caro saluto a tutti.
Alessandro Monicelli per Libertà e Giustizia Mantova
 
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