Politica e Associazioni, riflessioni sul futuro di Mantova

Sui tanti eventi che in questi giorni si sono susseguiti, mi sono venute alcune riflessioni che vi giro sperando che siano di aiuto a “mantenere la rotta” e non, magari, a incasinarci di più.

La fiaccolata in S. Andrea

C’è stato in primis l’incontro di lunedì sui gradini di S. Andrea dentro o al seguito del quale molte altre cose sono successe. Tutte importanti ma, credo, di natura e su piani diversi fra loro.
Confonderli, mischiarli, potrebbe rendere confuso il percorso che volevamo intraprendere con la proposta della “rete” (per brevità decidiamo di chiamarla così).

Questa proposta che ho voluto tentare di mettere in campo e che in questi ultimi tempi si è andata rafforzando grazie alla partecipazione, al dibattito e al contributo di tante persone e associazioni, voleva essere qualcosa che fosse in grado di raccogliere appunto le esperienze di associazioni, gruppi, singole persone e trovare “parole nuove e metodi nuovi” (è il titolo che ci siamo dati) per una presenza efficace e visibile sul territorio e fra la gente.
Si vuole cioè tentare di costruire un discorso culturale forte (supplendo alla mancanza a tale funzione di una sinistra nel suo complesso smarrita da tempo) in grado di contrastare le logiche oggi prevalenti e che hanno consentito e consentono alle forze di destra di arrivare, di mantenere e di estendere il governo dello Stato e delle città.
In questa logica quindi l’interlocutore della “rete” sono i cittadini ai quali, attraverso gli accadimenti nazionali o locali, va trasmessa una diversa possibilità di lettura, un approccio “complesso” ai problemi rispetto alla semplificazione, al provincialismo e alla paura di cui si serve la destra, una visione ampia e soprattutto “altra” del futuro che ci aspetta, del suo sviluppo sociale ed economico da costruire.

Il ruolo delle Associazioni

Foto di Monica PeruginiDobbiamo quindi cercare di avere sempre chiaro questo orizzonte e mantenerci su proposte “alte” che nel loro svolgimento non cedano a tentazioni e scorciatoie più immediate e di profilo diverso, anche se questo livello deve e può essere svolto più opportunamente dalle singole associazioni e gruppi secondo il loro specifico oggetto di intervento e più consono ruolo operativo.
Ad esempio: l’evento di lunedì fa parte certamente dello specifico della “rete”, la raccolta di denaro per pagare la multa comminata e gli incontri con gli amministratori, credo, meno.
Che sia nato anche questo aspetto può essere naturale e perfino benefico, ma si colloca su un altro piano di intervento.
Le singole associazioni e i gruppi di impegno civile si debbono misurare nel quotidiano e quindi per esse ha pienamente senso, l’incontro con gli amministratori locali (sia Sindaco che Segretario di gabinetto), la trattativa sul pagamento della multa, la richiesta di impegni precisi rispetto ai problemi reali, il verificare la possibilità di impugnazione dell’ordinanza, ecc. : in senso più generale è nella natura della loro funzione arrivare “al compromesso” e alla battaglia quotidiana per la miglior gestione possibile dell’immediato.

Nel progetto invece di “testimoniare” per affermare un’altra cultura, non ci possono essere compromessi o punti di incontro: è la logica dell’ordinanza che va in una direzione completamente opposta al nostro sentire e questo è il nostro “specifico” che dobbiamo saper denunciare e fare comprendere con parole nuove!

     Un messaggio che ho ricevuto in questi giorni (Federico B…- non so se abbia piacere che divulghi il nome) dice: “la serata è stata un bel momento, c’era una tensione etica che a Mantova non avevo mai trovato”.
Ecco in poche parole la miglior definizione del nostro ruolo.
Credo che dobbiamo cercare di costruire, senza in alcun modo diventare elitari, qualcosa di “fruibile” senza che venga meno il suo contenuto e tenore etico, valoriale e di conseguenza politico.

Il tema politico

Anche a questo proposito (cioè del tema più specificatamente politico) devo dire di aver avuto messaggi che si dicevano “sorpresi” (e il giudizio non è positivo) di aver visto fra noi la ex-sindaca e qualche altra faccia “nota”. Qualcuno addita questa presenza addirittura come un possibile indebolimento del “movimento”. Completo l’informazione raccontandovi che si è palesato anche il segretario del PD che mi ha avvicinato prima della manifestazione scusandosi di non potersi fermare per altri impegni, ma di sentirsi partecipe e favorevole all’iniziativa.
Mi sono sentito, in poche battute, di sottolineare la lontananza della politica ufficiale da troppe istanze della società civile più responsabile ed avveduta e che, visti i risultati, forse oltre ai loro giochi avrebbero dovuto cominciare a pensare seriamente a quali canali aprire con i movimenti, le associazioni, il sentire di tanta gente senza più una casa comune e, almeno, di riferimento …

Anche in una delle ultime serate è saltato fuori il problema dei rapporti con la “politica ufficiale” e certamente questo è il secondo corno del problema che la rete – credo – non possa esimersi di porsi, nella situazione odierna : quale “rappresentanza politica” ?
Tutti siamo concordi nel rifiutare questa politica che oltretutto si dimostra ormai chiaramente perdente, ma dobbiamo anche ammettere che con le sole nostre forze non siamo in grado di incidere sul contesto culturale complessivo e soprattutto elettorale (e non è di scarso impatto!).
Non mi sembra che le più o meno recenti vicende ci portino a ritenere positiva la discesa diretta in politica: liste civiche di liberi cittadini o liste che cercavano di dare consistenza elettorale a movimenti e associazioni varie hanno avuto scarsissimo successo, se non in qualche caso addirittura favorito la parte che vorremmo non governasse: un’altra gestione politica, anche nella nostra città, non ci vedrebbe ora costretti a combattere questa ordinanza!
Così come ci vorremmo porre come fermento dentro la società civile, così – credo – dovremmo farci anche carico di rompere l’autoreferenzialità dei partiti, proporre altri percorsi, costringerli a ripensare idee e strategie, a fare i conti con istanze nuove ed emergenti che costituiranno il prossimo futuro di tutti.

Spero che queste riflessioni servano a stimolarne altre che ci portino a quegli “stati generali” della società civile nel mantovano a cui mi ostino a pensare sperando di poterli realizzare insieme a tutti voi in un futuro molto prossimo.

Alessandro Monicelli

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  1. Pingback: Gli stati generale della società civile | Libertà e Giustizia

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