Il 2 giugno tutti a Milano per festeggiare la Costituzione

Dopo la conferenza stampa di questa mattina delle associazioni organizzatrici per Mantova, trasmetto il comunicato stampa consegnato a giornali, radio e televisioni riguardo la manifestazione che si terrà a Milano, il 2 giugno p.v. in occasione della Festa della Repubblica. Spero in una buona partecipazione, per la quale si invita per tempo a prenotare i posti in pulman in modo che anche noi si possa prenotare, se necessario, altri mezzi oltre ai tre già confermati.

Le prenotazioni si possono fare direttamente alla CGIL sig. ra Tenedini Sofia, Telef. 0376 202266 (vi prego però di informarmi) o attraverso il sottoscritto. Il pulman da Mantova, partirà alle ore 10,30 dalla sede della CGIL ( via Altobelli). Il corteo partirà dai Basioni di Porta Venezia allle ore 14 e si concluderà con il discorso di Epifani in piazza Castello attorno alle 17/17,30, indi ritorno a Mantova dove si dovrebbe arrivare dopo le 20,30. Altri pulman partiranno alle ore 10,00 da Suzzara ed alle ore 11 da Castiglione delle Stiviere. I pulman sono gratuiti anche se mi sembra buona cosa raccogliere qualche contributo da consegnare poi al sindacato.

 Aspetto adesioni. Cari saluti.  Alessandro Monicelli

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INSIEME PER LA COSTITUZIONE REPUBBLICANA.

Manifestazione nazionale a Milano promossa da ACLI, ANPI, ARCI, Associazione Adesso Basta, Associazione culturale Punto Rosso, Casa della Carità, Casa della Cultura, CGIL, Il popolo viola, Libera, Libertà e Giustizia.

La Festa della Repubblica ci riporta alla nascita della nostra nazione, ai valori e agli ideali fondanti la nostra convivenza civile, al senso di un percorso di democrazia e libertà della nostra vita di cittadini.

Non solo quindi ci è sembrato naturale metterci insieme ed essere presenti alla manifestazione a Milano del 2 giugno, ma lo abbiamo fatto soprattutto nella convinzione che sia quanto mai indispensabile, in questo momento di grave incertezza e di pesanti attacchi, testimoniare la nostra irriducibile fede nei valori riconquistati con la Resistenza ed espressi dalla nostra Costituzione.

In un momento storico culturalmente e socialmente così delicato come quello che sta attraversando il nostro Paese (dove non solo si stanno proponendo modifiche alla Costituzione che stravolgerebbero gli assetti istituzionali e lederebbero gravemente valori fondanti la nostra convivenza civile ma purtroppo, giorno dopo giorno attraverso la legislazione normale, stiamo assistendo a veri e propri stravolgimenti dello spirito e delle regole democratiche) diventa dovere per la coscienza di ciascun cittadino far sentire la propria voce e costituire un argine “resistente” alla deriva populista e antidemocratica in atto e per certi versi già imperante.

Che ne è dell’art. 21 se passa la legge in discussione sulle intercettazioni e che ne è più in generale della libertà se già di fatto si è monopolizzata e asservita gran parte dell’informazione e persino il servizio pubblico?

Che ne è dell’art. 3 a fronte delle leggi sostanzialmente razziste e delle mille ordinanze locali sugli immigrati e le diverse etnie?

Che ne è del diritto all’istruzione se alla scuola pubblica si tolgono progettualità, risorse economiche e di personale a vantaggio della scuola privata che dovrebbe essere “senza oneri per lo stato”?

Che ne è del diritto al lavoro se viene sempre più ridotto di garanzie, aumentato il precariato, bloccati salari e stipendi già miseri?

Che ne è dell’equità se il divario fra chi ha (e ha sempre più) e chi ha poco (e ha sempre meno) aumenta , se le fasce di povertà crescono, se non si punisce l’evasione e vengono premiati con condoni i più furbi e i più ricchi?

Che ne è dell’amministrazione della giustizia quando anziché rafforzarla sul piano della lotta alla criminalità organizzata e del suo miglioramento rispetto ai bisogni del cittadino, si confezionano leggi ad personam e si mettono paletti per coprire il proprio e altrui malaffare?

Solo alcuni accenni, ma più che sufficienti per scendere in piazza il 2 giugno e dire con tanta forza e tanta speranza: “io non ci sto!”.

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Un Commento

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