«È esistito il fascismo?» E viviamo oggi in un regime neofascista?

Questo post trae nome da un libro [1] di Emilio Gentile, nel quale l’autore si chiede se fosse stata possibile un’ideologia fascista senza Mussolini. La lettura dell’appello [2] dell’associazione La Boje! all’azione antifascista contro l’attuale regime conservatore mi ha trovato d’accordo su vari punti e mi ha posto innanzi ad alcune riflessioni sulla relazione fra fascismo storico e attuale.

Il fascismo è stata un’esperienza storica, prima che un’ideologia. Non esiste una teoria generale fascista che idealizzi un modello di società sistematico e coerente. Non esiste fascismo senza la storia di Mussolini e senza l’Italia del dopoguerra. La debolezza del pensiero fascista risiede proprio nella sua incoerenza di fondo su temi assai importanti: Mussolini fu mangiapreti e rispettoso del Vaticano, socialista e padronale, monarchico e repubblicano, anticapitalista e capitalista. Il pensiero fascista manca di una teoria generale economica, di politica estera, istituzionale…

Con queste parole desidero sostenere la necessità di evitare troppo strette analogie col fascismo per comprendere il fenomeno politico attuale e poterlo contrastare con efficacia. Il sistema attuale, a differenza di quello fascista:

  • Non regge la propria economia sulla forza del latifondo, ma sul risparmio aggregato delle famiglie di diverse classi sociali.

Il fascismo nasce dalla crisi del dopoguerra e dalla cesura col sistema precedente, mentre attualmente stiamo dirigendoci verso la crisi economica (come ben sostiene Paolo Galli [3]), traghettati da una classe politica generata da una crisi politica e che non si è mai rinnovata. Vi sono molti più legami tra prima e seconda Repubblica che tra l’Italia fascista e prefascista.

  • Ha una connotazione politica conservatrice, mentre il fascismo era rivoluzionario.

La qual cosa si vede bene nella scarsa partecipazione popolare alle iniziative politiche. L’assetto più rivoluzionario attualmente è quello leghista, che pure si tratta di un partito di estetica rivoluzionaria ma di prassi conservatrice. Normalmente, non fa quel che dice [4].

  • Non ha guerre per le quali rivendicare l’orgoglio di una nazione, ma conflitti di pace per un sistema internazionale (anzi, universalistico) di valori da affermare.

Identificare il nemico nel terrorismo e nelle Forze del Male può per contrasto definire un’idea di Comunità internazionale basata sull’ONU, ma non certamente distinguere la nazione italiana dalle altre. Il fascismo era innanzitutto nazionalista e coltivava un’innata idiosincrasia per gli organismi internazionali.

  • Sostiene il valore dell’individuo prima di quello della comunità, mentre il fascismo affidava all’esercizio sociale collettivo la propria idea di Stato.

Il sistema attuale è partecipato da una società liquida [5], disgregata e individualizzante. L’istanza aggregativa fascista era fondamentale per l’apprendimento dell’etica di Stato, mentre l’esperienza collettiva più diffusa oggi è nei picchi di share delle trasmissioni televisive.

  • E’ un sistema multipartitico con una pur limitata libertà di espressione, quello fascista proprio no.

Nonostante si sia affermato che il fascismo abbia tollerato più di altri totalitarismi le critiche interne, posso affermare in piena coscienza l’assoluta repressività di quel regime. Disposto a uccidere, picchiare, capace delle cose più indicibili verso i propri cittadini. Il sistema attuale no, nonostante i sempre più frequenti manganellamenti nelle manifestazioni e le pressioni sui mezzi d’informazione. Aggiungo inoltre che nessuno dei leader politici attuali reggerebbe al governo senza un partito d’opposizione da contrastare.

Abbiamo oggi e difendiamo oggi una costituzione antifascista, è fuor di dubbio. Ritengo l’antifascismo un valore, ma un valore storicamente collocabile. Ogni volta che chiamiamo fascista un regime attuale, lo consideriamo conservatore ma gli attribuiamo sotto sotto una portata rivoluzionaria, e questo è un male.

Se oggi definiamo Berlusconi fascista, fatichiamo a individuare le categorie politiche per Fini, D’Alema, Casini e quant’altri. Umberto Eco è dovuto pervenire al concetto di Ur-fascismo [6] per poter attualizzare il termine.

Ciò che io sostengo è che la Costituzione italiana esprime dei valori ideali più attuali dell’antifascismo, che rimane un valore-guida. Io per esempio ritengo illuminante la prescrizione anti-autoritaria che segue dall’art.49 [5](vedi le considerazioni di Lelio Basso [6]), che prefigura un sistema dei partiti che debba corrispondere più direttamente alle attese dei propri elettori. Io stesso ho proposto un approccio di questo tipo alla situazione del PD mantovano [7].

Si potrebbe parlare molto sia dei legami tra regime attuale e regime fascista, sia dei valori più attuali fra quelli espressi nella nostra costituzione. Il blog è qui per questo, soprattutto se si può ricondurre il discorso alla scena mantovana.

In conclusione v’invito a partecipare al pranzo resistente organizzato da La Boje! [8], che è un bellissimo luogo di discussione (di cui ho già scritto [9]), e al dibattito su Mantova presente anche in questo sito (vedi QUI [10], per esempio..)

Fabio Di Benedetto

Annunci

  1. teorasta

    Tutto perfettamente a tono una sola svista:il fascismo non è mai stato un sistema totalitario, ma ‘solamente’ un sistema autoritario. Come è noto per avere un regime totalitario servono 5 caratteristiche che non sono tipiche invece di quello autoritario.
    1. totale assenza di pluralismo, ossia monismo politico, cioè governo del partito unico, con conseguente occupazione pervasiva delle strutture dello Stato da parte del partito;
    2. presenza di un’ideologia articolata e precisamente definita, finalizzata alla legittimazione del regime ed alla sua preservazione come unico orizzonte possibile per la società, oltre che alla mobilitazione («dall’alto») ritualistica delle masse a sostegno del regime stesso, del partito e del suo leader;
    3. elevata mobilitazione politica, in modo continuativo sostenuta dalle strutture organizzative del partito unico e da quelle che ne sono subordinate;
    4. presenza di un leader o di un piccolo gruppo al vertice del partito unico (qui la differenza con l’autoritarismo sta nella stretta identificazione fra leader, o piccolo gruppo, e partito unico, e tra partito unico e Stato);
    5. limiti del tutto imprevedibili all’esercizio del potere da parte del leader.

    Il fascismo pur avendo caratteri estremi come esempio di autoritarismo non raggiunse mai lo ‘status’ di totalitarismo, ammettendo sopratutto forme di pluralismo sociale e mancando completamente di ideologia, come giustamente sottolineato in questo pezzo di Di Benedetto.

  2. Admin

    Dear Teorasta,
    ciò che mi affligge nel celebrare il 65°anno della Liberazione dal nazifascismo, è pensare che i sessantacinquenni di oggi quei giorni non li hanno mai vissuti. Non posso che accettare l’inesorabile realtà che la memoria storica debba subire l’assenza di tante fonti primarie del più lacerante conflitto del nostro Paese. Ancor peggio.
    E’una disperazione storica la mia, perchè chi ha visto nascere il fascismo oggi dovrebbe avere cent’anni.

    Quel che affermi è esatto, mancano inoltre altri attributi a ciò che il post contiene. Ti ringrazio per il commento, serve a far chiarezza. Mi pongo però la questione di cosa significhi oggi fascismo, e dunque antifascismo.

    L’Italia del Trentennio fu governata da un regime autoritario – totalizzante se non totalitario – in grado di imporre lo spettacolo dell’etica fascista, che la Resistenza italiana rigettò completamente il 25 Aprile del 1945.
    Ciò che sarebbe avvenuto successivamente non avrebbe più potuto prescindere da un forte senso nazionale di orgoglio antifascista. Soprattutto al Settentrione.

    Concepisco l’antifascismo come un valore-guida poichè è dalla lotta della mia stessa famiglia per la libertà che traggo la forza d’indignarmi per quel che accade e se non sono fra i monti con un fucile è perchè non credo di vivere sotto un regime fascista, questo mi sembra chiaro.
    La forza dell’antifascismo deve risiedere ancora oggi nei nostri pensieri e trova piena espressione in ogni rivendicazione dei propri diritti sovrani. Meglio di tutti lo insegna l’Associazione partigiani, che è oggi impegnata sui temi più attuali: Emergency, Scuola, Perugia-Assisi, Rosarno.L’ANPI si è pronunciata con forza contro il decreto che ha salvato la lista di Formigoni. LeG_MN si è già occupata di loro in un post.
    Queste sono le battaglie che conducono i reduci della Resistenza, così si esprime un antifascista. Anche se non crede di essere oggi sotto il fascismo, difende i valori costituzionali innanzitutto.

    La Boje! pone una questione molto importante, poichè lamenta lo sgretolamento di senso che il termine “antifascista” ha avuto dalla Costituzione a oggi. Fa anche un passaggio ulteriore: Resistenza significa rivendicazione dei diritti sociali e non solo Liberazione dal Regime. Ecco, vorrei precisare che la rivendicazione della propria percezione di diritti nasce da una concezione politica per sua natura positiva. L’antifascismo è un fenomeno aggregante (e quindi favorisce l’accordo politico), ma un sentimento negativo.
    Credo, e in questo spero d’incontrare il favore di La Boje!, che siano stati i valori affermati da socialismo, comunismo, cristianesimo e liberalismo che hanno prodotto l’emancipazione civile del Paese, prima dell’antifascismo.

    Come declinare l’antifascismo oggigiorno credo sia una nostra scelta personale, ma un’alternativa al sistema attuale non può essere la sua negazione, deve essere altro.
    Se la dissoluzione del sistema dei partiti ha veicolato la scelta politica al di fuori della sovranità popolare, un dilemma che ci poniamo necessariamente è se rinunciare al sistema partitico (e la risposta è no) o se costruirne uno nuovo.
    Tu, Teorasta, lo sai molto bene e la tua condotta è d’esempio per molti altri ragazzi che guardano ancora alla politica con indecisione, con scoramento.
    In questo senso si colloca anche la mia attenzione particolare per una proposta di legge che sancisca il regolare svolgimento democratico all’interno dei partiti, in conformità all’art. 49 della Costituzione.

    Combatto oggi, con armi civili, uno Stato governato da affaristi e puttanieri. Credo nelle elezioni, ma non nel voto come definitiva scelta politica. Si fa politica affermando ogni giorno i propri valori. Si cambia idea, ci si informa meglio, si propone qualcosa.
    A La Boje! hanno avuto la forza e il coraggio di un’azione collettiva, e credo che ognuno porti in sè e nelle proprie scelte il proprio contributo all’edificazione dello stato democratico, soprattutto se conserva il patrimonio antifascista.

  3. Pingback: Mantova si mobilita per la scuola e per la libertà d’informazione « Libertà e Giustizia – Mantova
  4. Pingback: Nuovo incontro fra le associazioni mantovane il 2 luglio, mettiamoci in rete « Libertà e Giustizia – Mantova

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...