Care donne…

Sono perplessa e inquieta. Nel nostro Paese stanno succedendo cose che ci riguardano, ma non sento reazioni di genere.
C’è una donna che denuncia i limiti del marito e giustamente ne indica la condizione di “uomo malato”; ci sono uomini che ne giustificano le anomalie comportamentali di semplice“utilizzatore finale di donne in vendita; c’è un presidente del consiglio che nomina a cariche pubbliche e mette in liste elettorali o scambia con cariche in enti pubblici meteorine e billionarine: e noi non reagiamo politicamente?
Ci sono ragazze, del nostro genere, che si fanno vanto di ricevere farfalline d’oro per prestazioni anche solo di passività ad atti di concupiscenza visiva e tattile, che non si sentono prostituite o private di libertà e dignità: e noi senza un sussulto?
Sono sorelle o figlie o nipoti delle nostre generazioni. Abbiamo posto in questione lo stacco generazionale di ragazze che non raccolgono l’eredità di madri e nonne per rivendicare non la parità al modello unico, ma la libertà di genere per cose serissime come il lavoro o la famiglia, e non sentiamo che in questa squallida vetrina pubblica quella libertà diventa uno scherno e che tutte subiamo una molteplice violenza?
Ditemi che mi sbaglio, che state raccogliendo le forze e le idee per dire che non si può parlare di stalking nella società civile, se non si rimedia a queste violenze di immagine, di linguaggio, di valori, di regole istituzionali, di prassi politica.

Il nostro ragionare e operare per dare senso ad una società dei due generi ha sempre inteso contribuire a migliorare tutte le relazioni, quelle private come quelle pubbliche. Se questo è vero, non possiamo tacere né per dolore né per rabbia né per avvilimento: il silenzio è complicità e connivenza con un sultanato delle menti che arriva a pervertire anche la coscienza di alcune di noi che sono destinate a essere non veline, ma generatrici di futuro.
Giancarla Codrignani (Bologna, …) è una scrittrice, giornalista, politica e intellettuale italiana, impegnata nel movimento per la pace e più volte parlamentare della Repubblica Italiana.
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  1. morena madaschi

    Io mi ricordo quando il culto della fisicità e l’adulazione della forma hanno iniziato ad invadere le televisioni e i giornali….
    Usciti dal periodo scuro degli anni settanta, gli anni ottanta si sono presentati con tematiche “rivoluzionarie” nel loro genere.
    Quando sono apparse alla TV (mezzo d’informazione già capillare)le ragazze seminude in alcuni programmi, io giovane ragazza confusa reduce degli anni ’70, mi sono stupita, offesa e indignata…….Nel ristretto giro delle mie conoscenze sono stata tacciata come bacchettona e moralista :mi dicevano che nelle nuove vetrine, l’ipocrisia cadeva insieme con i reggiseni e le mutande delle donne. E così ho smesso di sdegnarmi pubblicamente, mi sono rifiutata di assistere alle varie sfilate di donne svestite e di uomini burberi. Sono perfettamente cosciente però, che quelle ragazze ( non tutte sia chiaro) che si svendono per una foto, una citazione, un momento di gloria qualsiasi, sono le nostre figlie: quelle cresciute confondendo la dignità con l’apparire, misurando il rispetto di sè sulla condiscendenza di molti. La cosa tragica è che non sto parlando di personaggi pubblici, ma di ragazzine che fino a ieri frequentavano timide la scuola elementare …….
    Ho ricominciato a mostrarmi indignata, continuo a spegare le mie ragioni e se mi tacciano come retrogada e bacchettona (anche colleghe della mia età) me ne infischio.

  2. Pingback: Nuovo incontro fra le associazioni mantovane il 2 luglio, mettiamoci in rete « Libertà e Giustizia – Mantova

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