Una brutta storia

29 Novembre 2009 di Admin

Ci preoccupa molto che il contrasto alla clandestinità passi attraverso i bambini e la scuola: ci pare un nuovo atto di spregio alle convenzioni internazionali sulla tutela dell’infanzia che anche l’Italia, ribadiamo, ha sottoscritto (altri ne abbiamo segnalati a proposito dei ‘minori non accompagnati’ passati per il territorio della nostra Provincia).

Una brutta storia (di Articolo 3_MN)

C’era una volta una scuola lontana lontana, ma non lontanissima in fondo, da noi di Articolo3. Lì c’era una classe di ragazzine e ragazzini, piccoli ma non troppo piccoli, con i loro due maestri. Come in ogni classe di quella città, la maggioranza dei bambini era nata in Italia da genitori italiani; altri, però, avevano genitori nati in paesi lontani e anche i bimbi stessi qualche volta erano nati in quei luoghi remoti. Uno di questi, una bimba che chiameremo Consuelo, veniva da oltreoceano, da un paese pieno di sole. Ma era contenta anche qui: la sua mamma lavorava e andava ogni giorno a prenderla a scuola; aveva un cagnolino, tanti amici e due maestri che le volevano davvero bene.

Una mattina bussò alla porta dell’aula un signore; uno dei maestri uscì con lui in corridoio e gli chiese chi fosse; l’uomo, in borghese e con fare un tantino arrogante, si presentò come un rappresentante delle Forze dell’Ordine e disse che voleva avere informazioni da Consuelo sulla sua famiglia. Guardando la fotografia della classe appesa alla porta dell’aula, chiese al maestro di indicare quale fosse Consuelo. Il maestro, un po’ preoccupato ma deciso a proteggere la bambina, disse a quel signore di andarsene subito e, se mai, di chiedere informazioni al Direttore della scuola. Il rappresentante delle Forze dell’Ordine allora andò dal Direttore che, poco dopo, telefonò ai maestri ordinando loro di dare all’Uomo in Divisa tutte le informazioni che voleva, dato che dietro c’era una brutta storia di traffico di droga e di clandestini nascosti in casa. Ancor meno convinti, i due coraggiosi maestri depistarono l’Uomo dell’Ordine per tenerlo lontano da Consuelo. Passò un po’ di tempo, poi i due maestri vennero convocati in un ufficio delle Forze dell’Ordine. Il Comandante e il Direttore erano lì ad attenderli. Come il lupo e la volpe della nota favola di Collodi, alternarono gentilezze e durezze: «Siete stati troppo apprensivi, nessuno voleva far niente di male alla piccola. E poi, oggi come oggi, chiunque può parlare con un bambino. Potremmo forse incriminare un signore che al supermercato, si fa per dire, chiedesse: “Bel bambino dove abiti? E la tua mamma come si chiama?”. Sono domande che chiunque può fare; e voi dovreste imparare a obbedire al vostro Direttore». Il fatto strano è che qualche giorno prima quando, molto preoccupati, i maestri erano andati di loro iniziativa in uno di quegli uffici dell’Ordine per chiedere informazioni su quella strana visita, un altro Comandante aveva detto che no, che quello che gli raccontavano non sarebbe dovuto accadere e che nessuno poteva aver dato quell’ordine.

In uno dei colloqui per tentare di tranquillizzarli (o di intimorirli?) qualcuno disse che non di droga si trattava, ma della notifica di un foglio di via per un giovane zio di Consuelo, uno di quelli che oggi si chiamano clandestini. Come i passeggeri non paganti della navi di un tempo. Una notifica attraverso una bimba? O solo la richiesta di indirizzi e numeri di telefono per notificare, appunto, la notifica?

Sarà venuta a conoscenza la mamma di Consuelo di questa brutta faccenda? Non lo sappiamo. Ma deve essersi comunque preoccupata per il futuro della sua bambina in questo Paese dove in qualche scuola cominciano a entrare gli Uomini dell’Ordine per interrogare i bambini sui loro parenti, e dove sui muri di certi villaggi compaiono manifesti che incoraggiano i cittadini a denunciare i clandestini. Così, prima di Natale, Consuelo, verrà affidata a una hostess che le farà fare un lungo viaggio su un aereo e, sorvolando l’oceano, tornerà in quel Paese lontano dal quale la sua famiglia era partita in cerca di una vita migliore. Forse questa notizia piacerà agli Uomini dell’Ordine e anche a certi Direttori che dicono che quelli lì, gli ‘stranieri’, sono troppi e che dovrebbero tornarsene là da dove vengono. Come farà la bambina Consuelo, alla quale nessuno ha mai notificato un foglio di via.

Questa storia non ha nomi veri, né protagonisti facilmente identificabili, dato che in questo clima tanta gente è intimorita e non ha voglia di guastarsi i rapporti con le Autorità Scolastiche o, tantomeno, con gli Uomini dell’Ordine.


Chi lavora con i bambini e le bambine, con le ragazze e i ragazzi è bene che sappia però, dal momento che cose di questo genere possono accadere ancora, come deve comportarsi nel rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali che anche l’Italia ha sottoscritto. Leggi che valgono per tutti, anche per i Direttori e per i Tutori dell’Ordine; in questo caso sarebbe stata necessaria l’autorizzazione di un tribunale e/o la nomina di un garante.

Se la ‘favola’ che vi abbiamo raccontato fosse basata su fatti veri, e guardate che potrebbe proprio essere così, la potremmo leggere come un ennesimo ‘effetto collaterale’ del cosiddetto Pacchetto Sicurezza. Uno dei più spregevoli, forse, dato che colpisce bambini e adolescenti.

Maria Bacchi

Iniziative LeG_Mantova – Libera, Rintracciarti, NO B.Day

28 Novembre 2009 di Admin
Alcune notizie che ci riguardano:
Vi segnalo la presenza oggi in piazza Mantegna di “Libera” per la raccolta di firme contro la norma della finanziaria che introduce la possibilità di mettere in vendita i beni confiscati ai mafiosi, anzichè destinarli ad attività sociali. Sarà un caso, ma questa norma risponde perfettamente al terzo punto del “papello” nella trattativa Mafia – Stato dove si chiede la revisione della legge La Torre! Le firme possono essere fatte anche sul sito di Libera (so di alcuni sacerdoti vicini a Libera che domani spiegheranno ai fedeli la cosa e raccoglieranno le firme all’offertorio della messa!).

Siamo invitati come LeG a partecipare al forum che si terrà il giorno di sabato 5 dicembre 2009 alle ore 11 al Palazzo della Ragione, uno degli eventi della manifestazione “Rintracciarti” organizzata dall’amministrazione proovinciale di Mantova ed in corso dal 18 nov. scorso con mostre, dibattiti, performance,ecc. Il tema di quest’anno è l’informazione e il forum a cui interverremo si intitola: “Carta Bianca:il diritto di sapere, il dovere di informare “ condotto da Simona Cremonini, con Mauro Baudino della Stampa, Bruno Manfellotto direttore editoriale della divisione quotidiani locali del gruppo Espresso, Aranna Ciccone, organizzatrice del Festival del giornalismo di Perugia, Massimo Rebotti, direttore di Diario, Lorenzo Frigerio coordinatore nazionale di Libera Informazione, Giuseppe Manzo, cronista del Corriere del Mezzogiorno, Iaia Forte e Sandro Lombardi, attori di cinema e di teatro. C’è un posto anche per un rappresentante di LeG che però ad oggi non sono ancora riuscito a definire non avendo avuto ancora risposte da parte degli interpellati. Spero proprio di riuscire a definire la cosa: mi spiacerebbe molto mancare all’appuntamento.
Fin d’ora comunque siete invitati al forum.

Un’ultima cosa riguarda la manifestazione No B-day sempre del 5 dicembre: LeG di Mantova ha dato la sua adesione perchè ci sembra che nella situazione che sta vivendo il nostro paese non possa essere trascurata ogni iniziativa che aggreghi un popolo “disperso” e orfano di momenti aggreganti, soprattutto se la spinta maggiore viene dal basso e da tanti giovani alieni alle logiche politiche e che attraverso la rete hanno trovato modo di esprimere il loro sentire e trovato modo di “organizzarsi”.
Ancora una volta mi risulta incomprensibile la freddezza del Pd, la distanza che vuole mantenere, quando addirittura non sia stata espressa diffidenza e quasi fastidio.  Se il cammino del nuovo partito che vuole rappresentare la nuova speranza per un futuro diverso (e speriamo che prima o poi sia in grado di farlo!) mantiene questi atteggiamenti di “pretesa superiorità” e pretende di essere colui che detta le condizioni secondo i propri equilibri e le proprie visioni e non invece quello di cogliere e accogliere le istanze profonde che vengono dalla società, sarà un camminare asfittico e improduttivo.
So che molti di LeG di altre città andranno alla manifestazione e stanno organizzandosi… se qualcuno fosse interessato me lo faccia sapere.
L’iniziativa di scrivere ai Presidenti di Camera e Senato e la nostra lettera al Presidente della Repubblica (pubblicata anche sulla Gazzetta di Mantova) contro l’ipotesi del “processo breve” o di qualunque altra scellerata iniziativa salva B. ha avuto il riscontro di un ventina di soci e amici che hanno inviato le loro mail.

Un caro saluto.

Alessandro Monicelli

NO ALLA VENDITA DEI BENI CONFISCATI – Appello di Libera Mantova

26 Novembre 2009 di Admin

LIBERA_Mantova organizza un banchetto raccolta firme per sabato sabato 28 in centro a Mantova, dalle 16.30 alle 19, occorre la presenza di più persone.
Parteciperanno i coniugi Agostino (familiari vittime di mafia), genitori di Nino ucciso insieme alla moglie Ida che era incinta, il 5 agosto del 1989 a Palermo.
grazie

Gianluca Mazzali

Firma l’appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra

Banner "Niente regali alle mafie"

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell ‘impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S’introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”

don Luigi Ciotti
presidente di Libera e Gruppo Abele


Tra i primi firmatari:  Andrea Campinoti, presidente di Avviso Pubblico – Paolo Beni, presidente Arci – Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente – Andrea Olivero, presidente ACLI – Guglielmo Epifani, segretario CGIL - Raffaele Bonanni, segretario generale CISL - Luigi Angeletti, segretario UIL – Francesco Miano, presidente Azione Cattolica – Filippo Fossati, presidente UISP – Marco Galdiolo – presidente US Acli, Paola Stroppiana e Alberto Fantuzzo, presidenti del comitato nazionale Agesci – Giuseppe Politi, presidente CIA (Confederazione italiana agricoltori) - Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace – Loretta Mussi, presidente di “Un ponte Per” -  Michele Curto, presidente di FLARE (Freedom, Legality and Rights in Europe) - Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom-Cgil – Giuseppe Gallo, segretario generale FIBA Cisl – Carla Cantone, segr. generale SPI-CGIL – Michele Mangano, presidente Auser -  Doriano Guerrieri, presidente nazionale CNGEI – Gianpiero Calzolari, Presidente di “Cooperare con Libera Terra” – Oliviero Alotto, presidente di Terra del Fuoco -  Don Nandino Capovilla, coordinatore Pax Christi – Giuliana Ortolan, Donne in Nero di Padova – Addiopizzo Palermo – Giulio Marcon, portavoce campagna Sbilanciamoci – Aurelio Mancuso, presidente Arcigay – Lucio Babolin, presidente CNCA – Fabio Salviato, presidente di Banca Etica – Mario Crosta, Direttore Generale di Banca Etica, Giuseppe Gallo, segretario generale FIBA Cisl - Tito Russo, coordinatore nazionale UDS (Unione degli Studenti), Claudio Riccio, referente Link-coordinamento universitario, Luca De Zolt, rete studenti medi - Sara MartiniEmanuele Bordello – presidenti FUCI, Giorgio Paterna, coordinatore Unione degli Universitari – Umberto Ronga, Movimento Eccesiale di Impegno Culturale.

E inoltre: Nando Dalla Chiesa, Salvo Vitale, Rita Borsellino, Sandro Ruotolo, Roberto Morrione, Enrico Fontana, Tonio Dell’Olio, Pina Picerno, Francesco Forgione, Luigi De Magistris, Raffaele Sardo, David Sassoli, Francesco Ferrante, Rita Ghedini, Petra Reski, Esmeralda Calabria, Vittorio Agnoletto, Vittorio Arrigoni, Giuseppe Carrisi, Jasmine Trinca, Yo Yo Mundi, Sergio Rubini, Modena City Ramblers, Gianmaria Testa, Libero De Rienzo, Livio Pepino, Elio Germano, Subsonica, Vauro, Claudio Gioè, Roberto Saviano, Daniele Biacchessi, Giulio Cavalli, Elisabetta Baldi Caponetto, Moni Ovadia, Ottavia Piccolo, Giancarlo Caselli, Ascanio Celestini, Alberto Spampinato, Salvatore Borsellino, Federica Sciarelli, Haidi Giuliani, Fausto Raciti, Francesco Menditto, Antonello Ardituro, Benedetta Tobagi, Il Coro dei Minatori di Santa Fiora, Simone Cristicchi, Roberto Natale, Agnese Moro, Tana De Zuleta, Lella Costa, Armando Spataro, Maurizio Ascione, Nicola Tranfaglia, Franco Cassano, Marco Delgaudio, Carlo Lucarelli, Alex Zanotelli,  Marcelle Padovani, Andrea Occhipinti, Johnny Palomba, Paolo Ferrero, Marianna Scalfaro, Natalia Aspesi, Mimmo Lucà, Luca Zingaretti, Renato Scarpa …

“Maledetti voi!” di padre Alex Zanotelli – La privatizzazione dell’acqua

23 Novembre 2009 di Admin
Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’’acqua, che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :”  «MALEDETTI VOI… RICCHI.!»

Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’’acqua.
Noi continueremo a gridare che l’’acqua è vita, l’’acqua è sacra, l’’acqua è diritto fondamentale umano.
E’’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.
A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo Paese (bollette del 30-40% in più, come minimo), ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all’’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni  moriranno di sete.

Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’’acqua? “

Noi siamo per la vita, per l’’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’’acqua, per la vita, per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’’ha votato.
Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà. Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.
Per questo chiediamo:
  • AI CITTADINI di
- protestare contro il decreto Ronchi, inviando e -mail ai propri parlamentari;
- creare gruppi in difesa dell’’acqua localmente come a livello regionale;
- costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.
  • AI COMUNI di
- indire consigli comunali monotematici in difesa dell’’acqua;
- dichiarare l’’acqua bene comune,’ privo di rilevanza economica’;
- fare  la scelta dell’’AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.
LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL’’AZIENDA SPECIALE, DELLE  COSIDDETTE  MUNICIPALIZZATE .
  • AGLI  ATO ( Ambiti territoriali ottimali)
- ai 64 ATO, oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.
  • ALLE REGIONI di
- impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia; ( trovate QUI invece la posizione dell’assessore regionale della Lombardia – n.d.r.)
- varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’’acqua.
  • AI   SINDACATI di
- pronunciarsi sulla privatizzazione dell’’acqua;
- mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’’acqua.
  • AI  VESCOVI ITALIANI di
- proclamare l’’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”’accesso all’’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27);
- protestare come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi .
  • ALLE COMUNITA’ CRISTIANE di
- informare i propri fedeli sulla questione acqua;
- organizzarsi in difesa dell’’acqua.
  • AI Partiti di
- esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’’acqua;
- farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.
L’’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’’aria, l’’acqua è il bene più prezioso dell’’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo Paese: “l’aria e l’’acqua “sono in assoluto i beni fondamentali e indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili” – sono parole dell’’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra.  L’’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto, e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.”
padre Alex Zanotelli